Coronavirus: l’Italia “paga” la non vaccinazione BCG?/ “Protegge le vie respiratorie”

- Alessandro Nidi

Coronavirus: la non vaccinazione BCG alla base dell’elevato numero di casi e vittime in Italia? I ricercatori: “Nei Paesi in cui è stata applicata, si contano molti contagi in meno”

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Reparto di terapia intensiva (LaPresse)
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In questi giorni di pandemia, nei quali il Coronavirus imperversa senza soluzione di continuità in numerosi Paesi mondiali, in molti si sono domandati la ragione per cui in certe zone i contagi e i decessi siano superiori rispetto ad altre: la risposta potrebbe consistere nella vaccinazione BCG. Secondo quanto rivelato da uno studio condotto dagli esperti Aaron MillerMac Josh ReandelarKimberly FasciglioneVioleta RoumenovaYan Li e Gonzalo Otazu e pubblicato sul portale “medRxiv.com”, le differenze registrate nella diffusione del Covid-19 sono solitamente ricercate nelle diversità in materia di norme culturali, negli sforzi di mitigazione e nelle infrastrutture sanitarie. Tuttavia, una parziale spiegazione di questa deflagrazione disomogenea del virus potrebbe essere offerta dalle politiche nazionali in materia di vaccinazione infantile contro il Bacillus Calmette-Guerin, meglio noto con l’acronimo BCG, in grado di offrire un’ampia e fondamentale protezione contro le infezioni che invadono le vie respiratorie.

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CORONAVIRUS: SE L’ITALIA AVESSE PROMOSSO LA VACCINAZIONE BCG OGGI PIANGEREBBE MENO MORTI?

Il quesito, a questo punto, sorge spontaneo: se l’Italia avesse promosso e applicato la vaccinazione BCG, oggi piangerebbe meno vittime? L’assoluta certezza non si può avere, ma i ricercatori spiegano che, dopo aver confrontato un elevato numero di Paesi, suddividendoli in base all’adozione di tale politica di vaccinazione, si è giunti alla conclusione che “i Paesi senza politiche universali di vaccinazione BCG (Italia, Olanda, USA) sono stati più gravemente colpiti rispetto ai Paesi con politiche BCG universali e di lunga durata”. A ulteriore supporto della loro ipotesi, gli esperti evidenziano che gli Stati che hanno accettato tardivamente la politica universale del BCG (come ad esempio l’Iran, nel 1984) hanno avuto un’alta mortalità, in linea con l’intuizione che il BCG protegga la popolazione anziana vaccinata. “Abbiamo anche scoperto che la vaccinazione del BCG ha ridotto il numero di casi di Coronavirus in determinati Paesi. La combinazione di ridotta morbilità e mortalità la rende dunque un potenziale nuovo strumento nella lotta contro il Covid-19”.

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