Coronavirus, l’Oms/ “Picco in Italia la prossima settimana, contagi in diminuzione”

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus, in Italia il picco dovrebbe arrivare la prossima settimana guardando la curva dei contagi: le parole di Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Oms

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LaPresse

Secondo l’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità, il picco di contagi da coronavirus in Italia dovrebbe arrivare la prossima settimana. A spiegarlo è stato Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Oms: “Il picco dei contagi da coronavirus in Italia dovrebbe arrivare entro la prossima settimana – le sue parole ai microfoni del programma Circo Massimo di Radio Capital – la velocità di trasmissione, di espansione dei nuovi casi di Covid-19 è in lieve diminuzione in Italia”. Guerra ha invitato la popolazione italiana a resistere: “Per quanto? – risponde l’esponente dell’Oms – Dipende dalla settimana entrante. Diciamo che la curva si sta appiattendo per quanto riguarda i nuovi contagi – ha proseguito – questo è un elemento positivo ma ovviamente non sta a significare che la battaglia sia vinta. La mortalità – aggiunge – segue un andamento leggermente ritardato nel tempo rispetto ai nuovi contagi”.

CORONAVIRUS, OMS: “L’ITALIA HA PRESO I PROVVEDIMENTI GIUSTI”

Dello stesso parere è Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo il quale “Se continuiamo a stare a casa, le prossime due o tre settimane saranno molto importanti per la risoluzione dell’emergenza”. Stando a quanto sostenuto dal prof. Ricciardi: “c’è stato un problema di preparazione di fondo di tutti i Paesi” perché “Prepararsi per un virus sconosciuto come Covid-19 non è facile” ma “Nella fase acuta il Governo ha risposto con coerenza e i cittadini sono stati sorprendenti”. Guerra ha proseguito dicendo di essere ovviamente preoccupato ma nel contempo soddisfatto “Di quello che l’Italia ha messo in campo. Credo che i provvedimenti presi siano profondamente giusti, forse con qualche ritardo all’inizio, ma è comprensibile; la macchina burocratica ci mette un po’ di tempo a digerire i dati di un’epidemia come questa”. Per ora la priorità, ha concluso il direttore vicario dell’Oms, è mantenere in piedi il sistema sanitario tutelando al massimo il personale medico e infermieristico.

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