CORONAVIRUS, MASCHERINE PROTEZIONE CIVILE NON A NORMA/ Borrelli ammette: “Un errore”

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus, 600mila mascherine fornite dalla Protezione civili sono al momento bloccate perchè non utilizzabili in ambito sanitario: le parole di Borrelli.

mascherine medico
Coronavirus, emergenza a ogni livello (LaPresse, 2020)
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Arrivano nuovi aggiornamenti sul caso delle 600 mila mascherine non per uso sanitario giunte agli Ordini provinciali dei medici: il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha confermato l’errore e si è scusato, promettendo di rimediare prontamente al fianco del commissario Arcuri. Ecco le sue parole in conferenza stampa: «Le mascherine ai medici di base sono state distribuite per errore logistico, erano state donate all’Italia dalla Cina ed il carico era destinato alla collettività». «Rimedieremo prontamente a rifornire i medici di base insieme al commissario Arcuri», ha aggiunto Borrelli, che ha poi tenuto a precisare in un altro momento del punto stampa: «Confermo che queste mascherine possono essere utilizzate per la popolazione, non per uso dei medici. Ci siamo scusati con l’Ordine dei medici e, con il commissario Arcuri, abbiamo evidenziato che daremo seguito alla consegna delle mascherine FFP2». (Aggiornamento di MB)

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CAOS MASCHERINE IN ITALIA: “NON SONO A NORMA”

E’ caos mascherine in Italia. Poco fa è stata diramata una lettera firmata dal presidente della federazione nazionale dei medici, Filippo Anelli, rivolta ai presidenti degli ordini regionali dei medici chirurghi e degli odontoiatri, sul fatto che il materiale di protezione ricevuto dalla Protezione civile nella giornata di oggi, non siano ad uso sanitario: “Il commissario straordinario per l’emergenza epidemiologica Covid-19, il dottor Domenico Arcuri – scrive Anelli, lettera ripubblicata da tutti i principali quotidiani online e siti di informazione – mi ha appena informato che le mascherine contenute in involucri che riportavano la dizione maschere Ffp2 equivalenti, inviati dalla Protezione Civile non sono dispositivi autorizzati per l’uso sanitario dalla Protezione Civile”. Anelli ha quindi chiesto di “sospendere immediatamente la distribuzione e l’utilizzo di quanto ricevuto, informando nel contempo eventuali medici o strutture che ne fossero già in possesso”.

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CORONAVIRUS, MASCHERINE BLOCCATE, IL DISGUIDO FRA REGIONI E PROTEZIONE CIVILE

Non si placa quindi l’annosa polemica si dispositivi di protezione in Italia, iniziata praticamente con lo scoppio dell’epidemia. Ieri il commissario straordinario per l’emergenza, Arcuri, aveva appunto annunciato di aver consegnato i Dpi, i dispositivi di protezione individuale negli ospedali: “Abbiamo consegnato ieri quantità sufficiente di mascherine – le sue parole durante la consueta conferenza stampa della protezione civile delle ore 18:00 – anche all’Ordine dei medici. Devono essere dotati di un magazzino di scorta in modo da poter aggiungere dotazioni a loro destinate”. Peccato però, come si evince dalla lettera di cui sopra, che le mascherine siano inutilizzabili. Stando a quanto riportato da Fanpage, i medici sarebbero stati riforniti con mascherine monouso, e non quelle invece professionali, le famsoe Ffp2 e Ffp3, che invece evitano il contagio. In tutta questa polemica, è evidente come vi sia una differente veduta in materia di mascherine fra regioni e protezione civile, e quindi di riflesso con l’Iss: i primi lamentano richieste in termini numerici che non coincidono con quelli della seconda.

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