Coronavirus, messa a Rocca Priora nonostante divieti/ Venti anziani denunciati

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus, messa a Rocca di Priora nonostante divieti: una ventina di anziani denunciati dalle forze dell’ordine, e il parroco rischia il penale

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(LaPresse)

In un periodo di emergenza totale come quello che stiamo vivendo in queste settimane causa coronavirus, anche le messe sono state vietate. Del resto, quando diverse persone si ritrovano in uno stesso luogo, che sia all’aperto o al chiuso, si creano i famosi assembramenti, parola che abbiamo imparato proprio in piena emergenza, e di conseguenza non si può fare. Peccato però che alcuni fedeli abbiano provato ad arginare la misura restrittiva imposta dall’alto: un gruppo di persone di Rocca di Priora, comune che dista una ventina di chilometri dalla capitale, si è ritrovato nella chiesa del paese per celebrare l’adorazione eucaristica, mantenendo però le distanze minime di sicurezza. In totale i fedeli integerrimi erano una ventina, che sono stati però “beccati” da alcuni loro compaesani che hanno immediatamente chiesto l’intervento dei carabinieri. Una volta giunti nel luogo sacro, i militari dell’arma hanno segnalato alla procura di Velletri i presenti, tutte persone di età compresa fra i 65 e gli 80 anni (forse la generazione più difficile da convincere in questo periodo di restrizioni).

CORONAVIRUS, MESSA A ROCCA DI PAPA: “NON ERA UNA MESSA MA UNA PREGHIERA”

L’episodio si è verificato di preciso nella serata di domenica scorsa, presso la parrocchia di San Giuseppe Artigiano di via Tuscolana, e in base a quanto riferito dai colleghi del freepress Leggo, gli inquirenti stanno decidendo se procedere per via penale nei confronti del parroco della stessa chiesa, don Carmine Petrilli. Questi si è pero difeso dicendo: «Non ho celebrato una messa ma soltanto una preghiera con alcuni fedeli. E’ vero che le regole vanno rispettate da me e da gli altri, però anche la preghiera è un bisogno che aiuta le persone a vivere in maniera più positiva. Chi era presente quando sono arrivati i carabinieri osservava le prescrizioni, mantenendosi a distanza di sicurezza. Inoltre – conclude il parroco – non c’è stata la comunione e la costruzione che ospita la chiesa che è molto grande e c’erano al massimo venti persone». Presente anche il sacrestano al momento della messa “abusiva”, anch’egli a rischio denuncia penale.

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