CORONAVIRUS, MONSIGNORE POSITIVO NELLA RESIDENZA DEL PAPA/ Lockout in Vaticano?

- Fabio Belli

Coronavirus, Monsignore positivo nella residenza del Papa. Lockout in Vaticano? Il prelato vive da tempo a Casa Santa Marta.

Vaticano
Vaticano, Piazza San Pietro (LaPresse, 2018)

Ancora un caso di positività al coronavirus in Vaticano, che potrebbe portare al lockout nella Santa Sede. A risultare infettato dal covid-19 è stato un Monsignore italiano in servizio presso la Segreteria di Stato vaticana, residente a Casa Santa Marta dove dimora anche Papa Francesco. La positività del Monsignore è stata confermata all’Ansa, si tratta del quinto caso di coronavirus in Vaticano ed è stato comunicato che per l’edificio e i suoi residenti sono state adottate le misure di prevenzione previste dai protocolli che sono quelle relative al coronavirus in tutto il mondo. Inizierà dunque un periodo di quarantena ma a questo punto anche per la Santa Sede potrebbe scattare il lockout, l’isolamento per cercare di evitare una diffusione del covid-19 che sarebbe rovinosa in maniera particolare, considerando l’età spesso avanzata di moltissimi religiosi. Un rischio che probabilmente nessuno è disposto a correre, anche se dal Vaticano al momento non sono trapelate conferme su un eventuale isolamento ufficiale della zona, con nuove comunicazioni che potrebbero arrivare nella giornata di giovedì.

MARTEDI’ L’ULTIMO BOLLETTINO IN VATICANO

Risale a martedì scorso l’ultimo bollettino rilasciato dal il Vaticano che aveva fatto il punto della situazione sui positivi al covid-19 nel suo territorio tramite una nota del direttore della Sala Stampa Vaticana, Matteo Bruni: “Allo stato attuale sono quattro i casi di positività al coronavirus riscontrati: oltre al primo di cui si è data precedentemente notizia, si tratta di un dipendente dell’Ufficio Merci e di due dipendenti dei Musei Vaticani. Le quattro persone erano state poste in isolamento in via cautelativa prima che risultassero positive al test e il loro isolamento dura ormai da oltre 14 giorni; attualmente sono in cura in strutture ospedaliere italiane o presso la propria abitazione“. Il Papa aveva sottolineato invece come l’emergenza coronavirus possa rinverdire gli insegnamenti del vangelo a difesa della vita, “non un’ideologia ma una realtà umana che deve essere difesa da tutti i cristiani.

 

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