Coronavirus, NBA/ Rudy Gobert positivo: sospesa la stagione!

- Mauro Mantegazza

Coronavirus, NBA: il francese Rudy Gobert degli Utah Jazz positivo, è stata subito sospesa la stagione del campionato di basket americano.

Nba ferma
Diretta Brindisi Roma, Supercoppa basket gruppo D (Foto LaPresse)

Rudy Gobert positivo e anche la NBA si piega davanti al Coronavirus: sospesa la stagione del massimo campionato di basket al mondo. Alle 2.30 ora italiana di questa notte la partita Oklahoma City-Utah Jazz è stata ufficialmente rinviata da poco e la notizia della positività al coronavirus di Rudy Gobert è appena stata confermata sui social, quando arriva il comunicato ufficiale della NBA che ferma la stagione 2019-20: “L’NBA sospende la stagione dopo le partite della notte. L’NBA annuncia che un giocatore degli Utah Jazz è risultato positivo in modo preliminare al COVID-19. Il risultato del test è stato rivelato poco prima della palla a due tra Oklahoma City e Utah Jazz, alla Chesapeake Arena. A quel punto, la gara è stata cancellata. Il giocatore affetto dalla patologia non era nell’Arena. L’NBA sospende la stagione a conclusione delle partite della notte in calendario sino ad ulteriore aggiornamento. L’NBA utilizzerà questa pausa per valutare i prossimi passi da intraprendere in relazione alla pandemia Coronavirus”. A dire il vero, un’altra partita è saltata già nella notte: Sacramento-New Orleans non è stata giocata perché Courtney Kirkland, uno degli arbitri della partita, aveva arbitrato i Jazz contro Toronto, lunedì scorso.

CORONAVIRUS NBA: GOBERT POSITIVO, SI FERMA TUTTO

Sappiamo che nella NBA si gioca a ritmi impressionanti. La positività anche di un solo giocatore al Coronavirus rende dunque necessari controlli naturalmente sui suoi compagni di squadra e membri dello staff, ma anche su tutte le formazioni che di recente hanno giocato contro gli Utah Jazz di Gobert, di conseguenza andare avanti (anche a porte chiuse) sarebbe risultato impossibile. Da qui la decisione di uno stop totale, che dovrebbe durare come minimo un paio di settimane ma naturalmente potrebbe anche prolungarsi, se la situazione dovesse precipitare anche negli Usa o se da questi controlli emergesse che altri protagonisti della NBA sono positivi al Coronavirus. Intanto ci sono tanti nodi da risolvere, dai pagamenti ai giocatori ai danni economici che questa sospensione comporta e che naturalmente diventerebbero più gravi se non si riuscisse a ripartire. Va dato però atto alla NBA di avere saputo prendere una decisione importanti: il paragone con una UEFA che naviga a vista ci viene spontaneo e impone qualche riflessione su ciò che sta succedendo in Europa.

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