“Coronavirus non andrà più via”/ Lopalco “Scuole chiuse? Non le avrei neppure aperte”

- Silvana Palazzo

Lopalco avverte: “Coronavirus non andrà più via, diventerà una malattia stagionale”. Su scuole chiuse: “Non le avrei neppure aperte”. Intanto in Puglia chiedono istituzione zona rossa…

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(Omnibus)

Puglia zona rossa? Secondo il professor Pierluigi Lopalco al momento non c’è questo rischio, anche se la situazione è difficile al momento. «Tutte le categorie di medici stanno spingendo per chiedere la zona rossa e limitare la circolazione del virus», ha confermato l’assessore designato alla Sanità della Regione Puglia ai microfoni di “Un giorno da pecora”. Ma al momento non ci sono comunque i presupposti, secondo Lopalco, per il passaggio alla zona rossa: «Se ci atteniamo ai famosi 21 indicatori, noi siamo arancione. I dati sono quelli, c’è poco da fare». Gli operatori sanitari però sono allo stremo, per questo Lopalco ritiene che sia «benvenuta» ogni «iniziativa che possa allentare la morsa su ospedali e territorio». Lopalco ha spiegato che in Puglia l’indice Rt è sotto l’1,5, quindi è da zona arancione. In merito agli scenari futuri, a livello generale, ha avvertito: ormai «è un virus endemico, non andrà più via». Quindi, dovremo conviverci, perché «diventerà una malattia stagionale».

LOPALCO “NATALE? PENSIAMO AGLI OSPEDALI…”

Visto che il coronavirus non andrà più via, secondo Pierluigi Lopalco, il vaccino acquisisce ulteriore importanza. «Potremo mettere in sicurezza le persone più fragili e potremo vivere più serenamente», ha dichiarato a “Un giorno da pecora”. L’epidemiologo si è espresso anche sui test di autodiagnosi Covid in corso di sperimentazione nella Regione Veneto. «Dobbiamo vedere come funzionano, abbiamo tanti test che funzionano bene. Se funzionano può essere una bella svolta, per carità». A proposito invece delle scuole, l’assessore alla Sanità della Regione Puglia ha spiegato che lui non le avrebbe neppure aperte. «Le avrei lasciate chiuse un altro po’, magari tenendole aperte ad agosto». Un po’ gli fa specie, invece, che si pensi al Natale considerando la situazione attuale. «Adesso dobbiamo starcene a casa, perché così forse tra 14 giorni gli ospedali inizieranno a respirare». E ha citato il caso della Germania: «Ha terapie intensive dappertutto, ad esempio ha fatto il lockdown».

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