Coronavirus non sopravvive in mare/ Ifremer, “nessuna traccia in acqua e molluschi”

- Silvana Palazzo

Coronavirus non sopravvive in mare: i risultati dello studio di Ifremer. “Nessuna traccia in acqua e molluschi”, fanno sapere dalla Francia

spiaggia mare vacanze pixabay
(Pixabay)
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Il coronavirus non sopravvive nell’acqua del mare: la conferma arriva da uno studio francese condotto su ostriche e cozze. Risultati interessanti, considerando che l’estate si avvicina, e con essa pure la voglia di andare al mare. Per chi sogna di andare in spiaggia c’è dunque la buona notizia dei ricercatori dell’Ifremer, l’Istituto francese di ricerca per lo sfruttamento del mare. Gli studiosi, per arrivare a quella conclusione, hanno studiato ostriche e cozze insieme a campioni di acqua di mare prelevati in diversi punti del litorale francese. In particolare, hanno realizzato dei test proteina C-reattiva (Pcr) nei tessuti digestivi di ostriche e cozze. Fra i 21 molluschi presi in esame, neppure uno ha evidenziato la presenza di tracce di coronavirus. E in nessun campione d’acqua di mare è stata individuata la presenza del virus. Non ci sono certezze per l’insieme dei molluschi e delle acque marine metropolitane, ma i risultati di questo studio sono una buona notizia, evidenziano i ricercatori dell’istituto.

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CORONAVIRUS NON SOPRAVVIVE IN MARE: LO STUDIO DI IFREMER

«Per il momento non abbiamo individuato tracce di Sars-CoV-2 nei molluschi. E per realizzare questo studio ci siamo concentrati anche in zone molto contaminate dall’espulsione di acque reflue, massimizzando le occasioni di trovare il virus», ha dichiarato Soizick Le Guyader, virologo dell’Ifremer e responsabile del laboratorio di Nantes, ai microfoni dell’emittente radiofonica Europe 1. Lo studio è cominciato a metà aprile con prelievi di campioni quindicinali negli stessi siti. Hanno prelevato campioni di acqua di mare in zone esposte alla contaminazione di feci umane in 3 siti sulla costa normanna, 8 su quella bretone, 8 su spiagge atlantiche e 3 mediterranee. E hanno condotto test su campioni di ostriche e cozze.

I risultati ottenuti comunque non sorprendono Isabelle Poirier, microbiologa francese dell’Istituto Cnam-Interchmer di Cherbourg, secondo cui il coronavirus il virus non può sopravvivere ai trattamenti al cloro fatti alle acque sporche prima che siano riversati in mare. Simon Le Hello, responsabile del servizio di igiene dell’ospedale universitario di Caen, ha aggiunto che «la sopravvivenza del virus è breve, specie in un ambiente ostile come l’acqua salata». Per saune e spa è il calore ad uccidere il virus, ma questi sono luoghi da evitare per l’affollamento.

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