Coronavirus, ospedale alla Fiera di Milano/ Lombardia: “Ci lavoriamo ancora ma…”

- Silvana Palazzo

Ospedale alla Fiera di Milano per l’emergenza Coronavirus? Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, ci spera: “Non abbiamo abbandonato l’idea, ma il tempo stringe”

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Lombardia, Presidente Attilio Fontana (LaPresse, 2019)

Un ospedale da campo modello Wuhan a Milano? Potrebbe essere utile per dare fiato alla Regione Lombardia in questa corsa contro il tempo contro la diffusione del Coronavirus. Il prototipo è già pronto, è stato individuato anche il luogo, alla Fiera Milano City, e Fondazione Fiera è pronta a farsi carico almeno in parte della costruzione dei prefabbricati da attrezzare con 500 posti di terapia intensiva nel giro di una settimana. Dalla Protezione civile è però arrivato uno stop. Da qui la polemica della Regione Lombardia, che il commissario per l’emergenza Coronavirus Angelo Borrelli oggi ha provato a spegnere in conferenza stampa. «Ci sono state quattro polemiche in meno di 24 ore. Mi dispiace che ci siano queste polemiche, del tutto destituite di fondamento. Mi auguro che anche da parte delle altre istituzioni ci possa essere coesione. Permettetemi di dirlo dal profondo del cuore. In 20 anni ho lavorato per migliorare la capacità di risposta del nostro Paese». Ieri infatti la Protezione civile aveva spiegato di poter realizzare l’ospedale nella Fiera di Milano, ma che non sono disponibili sul mercato al momento le attrezzature necessarie. Il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana però non molla l’idea di realizzare questo ospedale alla Fiera di Milano.

OSPEDALE ALLA FIERA DI MILANO: “DIALOGO CON PROTEZIONE CIVILE”

«Abbiamo lanciato una call internazionale per cercare i ventilatori. Ci proveremo ancora, perché la tempestività è importante. Mi auguro di potervi dare notizie positive. Qualcuno che sui respiratori sta dando qualche risposta c’è. Siamo moderatamente ottimisti», ha dichiarato Attilio Fontana. Riguardo lo scontro con la Protezione civile, il governatore lombardo ha poi abbassato i toni: «Nessuna polemica, semplicemente per ora non siamo in possesso degli strumenti per aprire letti di rianimazione. Nessuno è stato in grado di fornirci ventilatori e medici. Ma non abbandoniamo questa ipotesi». E infatti il dialogo con Roma resta aperto. «Tra poco ascolteremo il nuovo commissario per capire come si vuole portare avanti il discorso. Tempi? Non lo so, ma è chiaro che è una questione urgente», ha aggiunto Fontana. Il governatore ha analizzato la difficoltà del momento: «Si stanno muovendo tutti. Germania, Francia e Spagna. E quindi diventa tutto più complesso e complicato. Ci eravamo illusi di poter avere i respiratori per questo progetto». L’assessore alla Salute e al Welfare, Giulio Gallera, invece apre all’ipotesi della riconversione di vecchi ospedali: «Abbiamo calcolato che in 5 giorni potremmo attivare tra i 90 e 130 posti. Resta il problema dei respiratori, speriamo anche in questo nell’aiuto della Protezione civile».

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