CORONAVIRUS, POSITIVO OPERAIO ARCELOR MITTAL DI TARANTO/ Primo caso, ora che succede?

- Fabio Belli

Coronavirus, positivo operaio Arcelor Mittal di Taranto. Primo caso, ora che succede? Dura presa di posizione dei Sindacati sulla vicenda.

Ex Ilva di Taranto
Ex Ilva di Taranto (LaPresse, 2019)
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Primo caso di positività al coronavirus per un operaio dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto, finora ufficialmente non erano emersi contagi di lavoratori dell’ex stabilimento Ilva. Si tratta di un addetto agli impianti di ossigeno (reparto Pgt), vittima di un malore mentre era in servizio in fabbrica nella serata di venerdì scorso. I sintomi manifestati dall’uomo sono stati immediatamente riconducibili al Covid-19. Fonti dell’Asl di Taranto hanno ufficialmente confermato l’accaduto. L’operaio dopo il malore venerdì notte era stato riaccompagnato a casa in taxi. Sabato sera, dopo un primo periodo di isolamento domiciliare durato alcune ore, nel corso delle quali è stato sintomatico con febbre, l’operaio è stato trasferito nel reparto Malattie infettive dell’ospedale Moscati, uno dei centri Covid della Puglia. La positività al coronavirus dell’uomo è stata definitivamente confermata dopo il tampone, ora andranno effettuati controlli su tutti coloro hanno avuto contatti con l’operaio.

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I SINDACATI: “AVVERTIMENTI IGNORATI”

Critica la posizione dei Sindacati con un comunicato dell’Usb di Taranto sulla vicenda: “Il caso di contagio da Covid-19 nel Siderurgico era, purtroppo, ampiamente prevedibile e, se non si interverrà energicamente, rischia di essere solo il primo di tanti altri. E’ criticabile la decisione del Prefetto di mantenere in attività nello stabilimento 3.500 lavoratori, 500 in più rispetto al numero faticosamente raggiunto grazie ad accordi tra noi sindacati e ArcelorMittal. Da qui si evince che la vita degli impianti dello stabilimento è più importante della vita delle persone. Atteggiamento irresponsabile e superficiale della multinazionale sostenuta, nostro malgrado, dalle scelte istituzionali. Ripetiamo in maniera insistente che bisogna tenere i lavoratori a casa, diretti e indiretti non fa differenza, preservando gli stessi dal rischio di contagio da Coronavirus che ovviamente aumenta in luoghi di lavoro particolarmente affollati come quello della fabbrica. Ci aspettiamo ora una presa di posizione decisa che metta l’azienda nelle condizioni di adottare tutte le misure utili a contenere il diffondersi del virus nell’acciaieria tarantina“.

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