Coronavirus, Premier League/ La proposta: 92 partite in un mese e club in quarantena

- Michela Colombo

Coronavirus Premier League: l’ultima folle proposta per chiudere la Premier League: 92 partite in poco più di un mese e club in quarantena.

Wijnaldum Henderson Firmino Salah Liverpool gol lapresse 2020
Ripresa Premier League (Foto LaPresse)
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Visto il perdurare dell’emergenza coronavirus, ecco che pure in Inghilterra ci si chiede se e quando il campionato potrà ricominciare e non sono poche le opzioni al momento sul tavolo delle alte sfere del calcio inglese. I dubbi infatti per quella che è sarà la stagione 2019-2020 della Premier League sono parecchi: la situazione in Gran Bretagna per la pandemia da Covid-19 è ben drammatica e pare che il peggio ancora debba venire. Pure però nella Federcalcio inglese, che ha imposto lo stop finora solo fino al 30 aprile, vi è ancor grande speranza che la stagione possa concludersi, anche se serviranno prendere misure veramente straordinarie per chiudere il campionato di Premier League. Ecco allora in tal senso l’ultima proposta, quasi folle, per chiudere al stagione del primo campionato inglese, che ci arriva proprio dalla Gran Bretagna, dove si immagina un finale di campionato per il calcio britannico sulla falsa riga del sistema “Mondiale per club”.

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CORONAVIRUS PREMIER LEAGUE: 92 PARTITE IN UN MESE

Approfondendo il discorso, ecco che nella proposta lanciata nei giorni scorsi per chiudere il campionato di Premier League, si legge un piano “da battaglia” a dir poco intenso, dove i club tornerebbero in campo già a giugno ma solo a porte chiuse. Da qui sarebbero circa sei settimane per disputare le 92 partite che mancano per la stagione 2019-2020: si scenderebbe dunque in campo ogni due-ore giorni, ovviamente in un numero limitati di campi. In aggiunta, per minimizzare le occasioni di contagi, tutti i club, con staff, allenatori e dirigenti osserverebbero in quel periodo una strettissima quarantena in albergo, sotto stretta sorveglianza: si uscirebbe in pratica solo per allenamenti e partite.

Per rendere praticabile il programma, sarebbe però necessario riunire le squadre in unico luogo e in tal senso è già stato individuato il Saint George’s Park, che dispone già di 13 campi, con centro medico e albergo: la struttura necessaria dunque per mettere in pratica tale folle piano. Da aggiungere infine che la proposta è stata ben accolta da diversi club e leghe, ma al momento rimangono parecchi dubbi di natura morale, vista la drammatica situazione: il calcio infatti non è certo prioritario ora.

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