Coronavirus Premier League/ L’ipotesi: partite a giugno e luglio, tutte a Wembley

- Michela Colombo

Coronavirus Premier League: l’ultima proposta per la chiusura del campionato, con match a giugno e luglio a porte chiuse e tutti organizzati a Wembley.

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Arsenal: Martinelli, Torreira e Bellerin (Foto LaPresse)

Ovviamente non è solo in Italia che ci si interroga sulla possibile ripresa del campionato: anzi il tema è dibattuto in Europa come anche in Gran Bretagna, dove però l’emergenza sanitaria si è ulteriormente aggravata negli ultimi giorni. E mentre anche in casa Uefa la conclusione dei campionati nazionali rimane ipotesi di lavoro prioritaria, ecco che nel frattempo sorgono non poche proposte su come e quando anche il Campionato della Premier league possa chiudersi regolarmente, con l’assegnazione del titolo. In tal senso l’ultima ipotesi ce la fornisce The Athletic, secondo cui vi sono ancora chance che la stagione possa chiudersi e in condizioni di sicurezza: anzi la chiusura del campionato sarebbe più che mai necessaria visto che in caso contrario, il conto presentato dai proprietari dei diritti televisivi ammonterebbe a 762 milioni di sterline.

CORONAVIRUS PREMIER LEAGUE: L’ULTIMA PROPOSTA PER IL RIENTRO IN CAMPO

Di fronte dunque alla prospettiva di un “buco” da quasi 800 milioni di sterline ecco che la federazione non può che lavorare al massimo dello sforzo per chiudere la stagione regolare della Premier league. Ma come e quando si potrà tornare in campo? In tale senso dare una tempistica precisa è ancora troppo presto, dato il contesto di emergenza nazionale: pure però si può ipotizzare un rientro in campo già per i mesi di giugno e luglio. Ovviamente sarebbero partite a porte chiuse, ma trasmesse in tv (anche a ritmo di 4 per giorno): e pure si sta facendo forza l’ipotesi di disputare tali match tutti a Wembley, dato che il centro tecnico di Saint George’s Park è attrezzato con 13 campi di allenamento e 228 posti letto. Un buon progetto dunque, che però potrebbe ancora crollare: condizione necessaria sarà l’isolamento dei club e la riscontrata negatività al coronavirus di tutti (giocatori, staff, medici e personale di contorno). Al primo contagiato il tutto ovviamente verrà vanificato. Staremo a vedere: nel frattempo già venerdì è prevista una nuova riunione tra i principali esponenti della Premier League, da cui scaturiranno nuovi dettagli.

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