Coronavirus, quanto è letale?/ Studio spagnolo: “In Italia non rilevato 90% dei casi”

- Alessandro Nidi

Coronavirus, quanto è letale? Uno studio condotto da un ricercatore spagnolo sostiene che in Italia non sarebbe stato rilevato il 90% dei casi positivi al Covid-19

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Un reparto Covid-19 (LaPresse)
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Quanto è letale il Coronavirus? Una domanda che in molti si pongono con insistenza. D’altro canto l’epidemia di Covid-19 continua inevitabilmente e comprensibilmente a impensierire il mondo e a stimolare i professionisti del settore medico-scientifico all’individuazione di terapie e farmaci per contrastarlo con successo. Per vincere il proprio nemico, occorre però conoscerlo fino in fondo e non sono pochi i ricercatori che lo stanno studiando per individuarne le principali caratteristiche: esattamente ciò che sta facendo in Spagna Ugo Bastolla, del centro di biologia molecolare “Severo Ochoa” di Cantoblanco (Madrid), il quale ha pubblicato uno studio ripreso anche dal portale medRxiv che fa risaltare alcune peculiarità del virus. Bastolla suggerisce un approccio ortogonale basato su un numero minimo di parametri robusti, ricavati dai dati cumulativi facilmente accessibili per tutti i Paesi mediante il database della John Hopkins University, che è divenuto il riferimento globale per l’analisi delle pandemie.

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CORONAVIRUS, QUANTO È LETALE? IL DATO CHOC SULL’ITALIA

Nella sua pubblicazione, Ugo Bastolla dimostra che il tasso di mortalità apparente può essere estrapolato a tempo infinito attraverso una “regressione regolarizzata”, come ad esempio la regressione di cresta ridimensionata. La variazione da Paese a Paese dei tassi di mortalità sembra dipendere quasi esclusivamente dal rapporto tra i test eseguiti e i casi rilevati, anche quando i tassi di letalità istantanea sono diversi da Stato a Stato (9% in Italia, 0,4% in Germania). Inoltre, la relazione inversa fra il tasso di mortalità estrapolato e i test di intensità permette di stimare che oltre il 50% dei casi non è stato rilevato nella maggior parte dei Paesi, con oltre il 90% di casi non rilevati in Paesi gravemente colpiti dalle epidemie come l’Italia. A tal proposito, il dottor Bastolla suggerisce l’adozione del rapporto tra il numero cumulativo dei guariti e dei deceduti come indicatore in grado di anticipare la conclusione delle epidemie. Che, in questo caso, ci si augura possa essere vicina quanto più possibile.

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