CORONAVIRUS, RAFFAELE CUTOLO RESTA IN CARCERE/ Confermata sospensione domiciliari

- Fabio Belli

Coronavirus, Raffaele Cutolo resta in carcere. Confermata sospensione domiciliari, il boss potrà essere curato efficacemente anche in carcere a Parma.

Il boss Raffaele Cutolo
Il boss Raffaele Cutolo (da video Youtube)

Raffaele Cutolo resta in carcere. Secondo quanto appreso dall’agenzia Ansa, infatti, il magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia ha rigettato l’istanza di sospensione di esecuzione della pena con applicazione provvisoria della detenzione domiciliare, avanzata per motivi di salute dalla difesa del fondatore della Nuova Camorra Organizzata, detenuto al 41 bis nel carcere di Parma. Una decisione che potrebbe dunque essere in grado di smorzare le polemiche riguardanti le scarcerazioni di importanti boss e criminali che avevano causato sdegno, ma che il Ministero della Giustizia si era ritrovato a dover fronteggiare come effetto collaterale delle decisioni relative all’emergenza covid-19. Raffaele Cutolo era stato trasferito, nello scorso mese di gennaio per un periodo dal carcere all’ospedale, in modo da garantirgli le migliori terapie: Cutolo infatti si trova da 25 anni in regime di carcere duro e soffre di problemi respiratori. Ora la difesa potrà impugnare il provvedimento di rigetto.

RAFFAELE CUTOLO RESTA IN CARCERE, LE MOTIVAZIONI

Secondo il magistrato, stando a quanto si legge riguardo l’aver rigettato l’istanza di sospensione di esecuzione della pane, “non sono ravvisabili” né i presupposti obbligatori perché è insussistente una malattia grave né di quelli facoltativi, ovvero l’impossibilità di terapie in carcere o di una grave infermità per cui il carcere possa aggravare le condizioni di vita di Cutolo.” Il documento sottolinea dunque come nel caso di Cutolo manchino quegli elementi in grado di attestare la gravità delle sue condizioni di salute, non essendo la sua malattia progredita a tal punto da rendere incompatibile la sua presenza all’interno delle mura del carcere. Il magistrato ha anche tenuto conto della “condotta volontaria di rifiuto, manifestata dal detenuto a terapie, accertamenti e cure”. Inoltre è stato sottolineato come il Dap (al contrario di quanto accaduto con la scarcerazione dell’altro boss Pasquale Zagaria) abbia tempestivamente inviato 8 operatori socio-sanitari nel carcere di Parma dove Cutolo è detenuto, garantendo dunque come si legge nell’ordinanza “presenza e monitoraggio costante” delle condizioni di salute del boss della Nuova Camorra Organizzata.



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