Coronavirus, regole per trattamento morti/ Niente vestizione cadaveri e doppia bara

- Silvana Palazzo

Coronavirus, le regole per il trattamento morti: cosa cambia per gli operatori funebri. Niente vestizione dei cadaveri, vanno avvolti in lenzuolo imbevuto di disinfettante, e doppia bara

bare bergamo
Coronavirus Bergamo, bare in chiesa (LaPresse, 2020)

Il Coronavirus stravolge anche le procedure degli operatori del settore funebre per il trattamento delle salme. Utilitalia ha quindi diffuso le nuove regole, fondamentali per evitare il contagio da cadaveri. Niente vestizione, ad esempio: i cadaveri vanno avvolti in un lenzuolo imbevuto di disinfettante. Non possono essere eseguite le operazioni di tanacosmesi come il lavaggio, il taglio delle unghie, dei capelli, della barba. Le salme devono «essere manipolate il meno possibile facendo la massima attenzione». Il cadavere – come riportato da Il Messaggero – non va spogliato dei suoi abiti, ma avvolto in un lenzuolo imbevuto di disinfettante. Inoltre, va adagiato all’interno di una duplice cassa. Prima della chiusura della bara bisogna fare attenzione agli oggetti che possono essere potenzialmente contaminati, come letto e comodini. Vanno poi evitati gli spostamenti che potrebbero provocare fuoriuscite di aria dai polmoni, oltre che materiali biologici infetti. «Tutto va disinfettato anche dopo, perché il virus resiste alle superfici e potrebbe ancora contagiare».

CORONAVIRUS, REGOLE PER TRATTAMENTO MORTI

Tranne nei casi in cui si può escludere con certezza la positività al Coornavirus delle persone defunte, negli altri tutti i cadaveri devono essere trattati secondo il principio di precauzione come se fossero infetti. Da qui la necessità di predisporre una procedura specifica per ridurre il rischio di contagio. Le regole sono state indirizzate da Utilitalia agli operatori funebri. Ci sono disposizioni anche per dopo la chiusura del feretro, che infatti va disinfettato esternamente, in tutte le sue parti, perché il virus resiste sulle superfici per un certo tempo, quindi il contatto potrebbe essere un’ulteriore occasione di contagio per gli operatori funebri e i parenti. Tra i consigli forniti agli operatori funebri c’è anche quello di usare tablet, telefonini e pc per facilitare la trasmissione telematica dei documenti di morte, così da ridurre al minimo i contatti tra le persone e velocizzare i tempi delle pratiche. Nel documento in questione si fa riferimento anche alla norma sulla sepoltura, secondo cui l’esumazione di una persona deceduta per malattia infettiva possa essere svolta solo dopo che siano trascorsi due anni dalla relativa inumazione.

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