Coronavirus, Rezza/ “Zero contagi a maggio ottimistico, sui 10 milioni di immuni…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus, Giovanni Rezza, figura di spicco dell’Iss, ha parlato a I Lunatici, analizzando i possibili zero contagi a maggio, la letalità alta in Italia e molto altro ancora

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Sembra decisamente improbabile che i contagi da coronavirus si azzerino totalmente durante il prossimo mese di maggio. Lo ha spiegato senza troppi giri di parole Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, spesso e volentieri ospite in numerose trasmissioni tv in queste settimane. L’abbassamento totale della linea dei contagi a maggio sarebbe una previsione “troppo ottimistica”, come riferito dallo stesso parlando durante il programma di Rai Radio 2, I Lunatici. “Questa ipotesi – ha aggiunto – è il risultato di un modello che per quanto possa essere serio non so se tiene conto del fatto che il virus potrebbe continuare a circolare nei nostri paesi con focolai epidemici che scoppierebbero di volta in volta. Sarebbe bello arrivare a casi zero, ma non credo che questo sia uno scenario plausibile”. Si parla quindi del fatto che in Italia la letalità da covid-19 sia decisamente più alta rispetto alla media, e il motivo va ricercato non nell’inquinamento, come supposto da qualcuno: “Abbiamo una popolazione molto anziana con tante patologie di base, per cui purtroppo va più facilmente incontro ad un esito in fausto”.

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CORONAVIRUS, REZZA: “OSPEDALI SONO SOTTO STRESS”

“Poi certamente gli ospedali sono sotto stress – ha proseguito – soprattutto in Lombardia, ed è naturale che non tutti possono andare in ospedale in tempi rapidi e questo può comportare un ulteriore aumento del tasso di letalità”. In merito invece allo studio dell’Imperial College circa una decina di milione di persone immuni in Italia, il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Iss spiega senza troppi giri di parole: “Questa è una cosa che nessuno sa. Addirittura uno studio dell’Imperial College che io pensavo fossero dei matematici piuttosto seri, stimano circa dieci milioni di persone immuni in Italia. Non so come escano fuori questi numeri. Anche i modelli possono sbagliare. Pensare che il dieci percento della popolazione italiana si sia già infettata è veramente improbabile. Io dico magari. Vorrebbe dire che moltissima gente si è infettata senza saperlo e quindi per il virus la vita diventerebbe più dura”.

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