Coronavirus, rivoluzione in Europa?/ Apertura e Clausura per i prossimi due anni

- Claudio Franceschini

Coronavirus, rivoluzione in Europa? Mundo Deportivo lancia la proposta: dividere i campionati nazionali in Apertura e Clausura facendoli durare sei mesi, così facendo si incastrerebbe tutto.

Arsenal Sarandi tifosi lapresse 2020
L'Arsenal Sarandì ha vinto l'ultima Clausura disputata in Argentina (Foto LaPresse)
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Proposta di rivoluzione per far fronte all’emergenza Coronavirus. L’ha lanciata Mundo Deportivo, ed è particolarmente interessante: naturalmente si parte dall’assunto che lo stop a tutti i campionati e le competizioni, che dura da quasi un mese e verosimilmente si protrarrà fino a tutto aprile – per non dire di maggio – ha reso complicato recuperare tutto il calendario, e infatti ogni federazione sta studiando la soluzione migliore. Ci sono incroci cui far fronte: gli Europei sono stati posticipati di un anno, nel 2022 sono rimasti i Mondiali in Qatar ma nel frattempo ci saranno anche le due coppe europee, per non parlare di tutti gli impegni delle nazionali che dovranno giocare le qualificazioni e il torneo olimpico (anch’esso nel 2021). Questo crea un problema, perché terminare la stagione in corso significherebbe farla arrivare almeno a luglio, ritardando inevitabilmente l’inizio della prossima.

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Da qui la proposta del quotidiano catalano, che apre alla soluzione “sudamericana”: come sappiamo, nei Paesi dell’America Latina – in particolare in Argentina, anche se da qualche anno il campionato è unico – si giocano due tornei distinti, chiamati Apertura e Clausura o con le loro varianti. Questa sarebbe la base da cui ripartire, in modo da snellire in qualche modo il calendario. Di fatto i campionati nazionali sarebbero composti da sole 19 giornate – dunque solo l’andata – e durerebbero sei mesi, lasciando maggiore spazio a coppe e nazionali senza il bisogno di troppi turni infrasettimanali. L’obiettivo è chiudere in tempo per i Mondiali, che saranno in programma tra novembre e dicembre 2022: dunque si inizierebbe a giocare a novembre, e il campionato di Apertura finirebbe a maggio 2021. In estate si potrebbero comodamente giocare Europei e Olimpiadi.

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CORONAVIRUS, RIVOLUZIONE IN EUROPA?

Con questa soluzione, le vacanze dei calciatori sarebbero comunque garantite perché la Clausura prenderebbe il via soltanto ad ottobre; ultima giornata del torneo prevista ad aprile. Prima di giugno non si riprenderebbe, e qui scatterebbe l’altro campionato di Apertura: termine a ottobre, perché per l’appunto si dovranno disputare i Mondiali. Questo sistema permetterebbe anche di non interrompere i tornei nazionali, anzi a gennaio la Clausura 2023 aprirebbe i battenti con conclusione a maggio. A luglio 2023 si disputerebbe il Mondiale per Club: bisogna riconoscere, al netto del fatto che la soluzione può piacere o meno dal punto di vista “strutturale”, che il sistema potrebbe effettivamente funzionare e che in questo periodo, dominato dall’emergenza Coronavirus che ha reso tutto incerto, bisogna davvero studiare ogni sistema utile.

Resta l’ultima domanda: cosa fare con le coppe europee? Mundo Deportivo ci ha pensato: dal punto di vista del calendario, come abbiamo detto in precedenza, ci sarebbero pochi problemi perché la divisione dei due campionati in due segmenti lascerebbe più infrasettimanali liberi. Le coppe durerebbero comunque un anno “regolare” – e dunque nel periodo di tempo contemplato la Champions League sarebbe disputata due volte – mentre per assegnare i posti ce ne sarebbero alcuni fissi e altri variabili, determinati dal piazzamento in campionato. Non siamo ancora arrivati all’idea della SuperLega proposta da Andrea Agnelli, ma in questo modo forse ci avvicineremmo; ad ogni modo, qui ad agosto 2023 si tornerebbe a giocare normalmente con il ripristino dei gironi di andata e ritorno. Chissà che la Uefa prenda davvero in considerazione la proposta…

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