Coronavirus, scoperti geni che aumentano rischio/ “Influiscono su predisposizione”

- Silvana Palazzo

Geni aumentano rischio coronavirus? Studio italiani ne ha scoperti tre che influiscono su suscettibilità al Covid-19 di organi o apparati

Studi Dna
Studi Dna (Pixabay, 2019)

Il coronavirus è anche una questione di geni. Ce ne sono alcuni nel Dna che possono aumentare il rischio di ammalarsi di Covid-19. E per fortuna sappiamo quali sono: li ha scoperti l’Università di Siena con uno studio che rientra in un grande progetto di ricerca Gen-Covid. Si tratta di una maxi ricerca genetica italiana, la prima al mondo, che stringe il cerchio attorno ai geni che determinato una diversa suscettibilità delle persone al coronavirus. L’intelligenza artificiale ha individuato i primi “indiziati”. I risultati ottenuti sui primi 130 pazienti sono stati infatti presentati alla conferenza della Società europea di genetica umana, ma grazie alla collaborazione con 35 ospedali di tutta Italia verrà esaminato il Dna di 2mila persone entro l’estate. «Abbiamo usato un approccio completamente nuovo che valuta il singolo paziente: così sarà più facile trovare terapie personalizzate contro Covid-19», spiega – come riportato dall’Ansa – la professoressa Alessandra Renieri, che è anche direttore dell’Unità di genetica medica all’Azienda ospedaliero-universitaria Senese.

SCOPERTI GENI CHE AUMENTANO RISCHIO CORONAVIRUS

L’Italia è stata la prima nazione occidentale ad essere colpita duramente dal coronavirus, ora però si spera di fare da apripista con gli scienziati. Non è semplice, considerando l’estrema variabilità della Covid. Ci sono persone asintomatiche, altre con una sindrome influenzale, altre ancora sviluppano conseguenze gravi che in alcuni casi portano alla morte. Come è possibile? La risposta sul coronavirus è nel Dna. «Abbiamo pensato fin dall’inizio che fosse la genetica dell’ospite a fare la differenza e diversi studi hanno poi dimostrato che la gravità della malattia dipende al 50% da fattori ereditari», afferma Renieri all’Ansa. Per questo i ricercatori hanno avviato studi genetici confrontando il Dna dei malati di Covid-19 con quello di persone sane. I risultati però sono stati deludenti.

Allora hanno cambiato approccio e valutato ogni paziente come caso a sé, come avviene quando si studiano le malattie genetiche rare. La genetista racconta che hanno scomposto la Covid nei vari organi che colpisce, poi hanno esaminato il Dna, in particolare le varianti più significative, analizzandole con un sistema binario, come fanno i computer. E qui entra in gioco l’intelligenza artificiale, perché ha rielaborato i dati e trovato in ogni malato una media di tre geni mutati che sembrano influire sulla suscettibilità al coronavirus di singoli organi o apparati. Alcuni di questi geni sono bersaglio di farmaci che potrebbero avere ora una nuova indicazione contro il coronavirus.

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