CORONAVIRUS, SCUOLE CATTOLICHE A RISCHIO CHIUSURA/ “Il 50% non riaprirà a settembre”

- Fabio Belli

Coronavirus, scuole cattoliche a rischio chiusura. “Il 50% non riaprirà a settembre”. La Fism: “Chiediamo di aderire al fondo di garanzia per il credito”.

scuole regole insegnanti
(LaPresse)
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Le scuole cattoliche potrebbero pagare carissima la crisi legata all’emergenza coronavirus. Infatti i genitori non riescono più a pagare le rette delle scuole paritarie, e. si rischia lo scontro tra le famiglie, con le spalle al muro a causa delle mancate entrate dovute al lockdown, e gli istituti. Una situazione difficile ed una richiesta d’aiuto al Governo che accomuna molte strutture. A Bari è stata avviata una petizione di mamme di bambini che frequentano gli asili privati: “Il territorio non offre strutture pubbliche quindi dobbiamo affrontare costi elevati ricorrendo alle strutture private a pagamento,” spiegano, e le testimonianze sul bonus baby sitter non sono propriamente lusinghiere: “Il bonus baby sitter? È una presa in giro, sono voucher con cui pagare le baby sitter con regolare contratto per chi le ha. Ma con la pandemia non viene nessuno giustamente in casa.” Le rette arrivano a sfiorare i 700 euro al mese e sembra difficile da trovare una soluzione considerando che la stretta nei prossimi mesi minaccia di essere ancor più severa.

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6700 SCUOLE MATERNE IN CRISI

Le associazioni a tutela dei consumatori iniziano a muoversi: “Abbiamo scritto alla ministra Lucia Azzolina per chiedere una sospensione delle rette: è vero che è un rapporto di natura privatistica, ma il servizio non è offerto” ha affermato Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori. Bruno Barbieri, vicepresidente del Codacons, rincara la dose: “Se il servizio non è erogato nessun corrispettivo economico è dovuto. Se le strutture chiudono perché non reggono alla crisi sarebbe un danno per il tessuto sociale“. E secondo Luca Lemmi della Fism, la federazione di scuole cattoliche che in Italia rappresenta 6.700 materne e 1.150 nidi, le prospettive sono tutt’altro che rosee. “La situazione è abbastanza grave, stiamo cercando di venire incontro ai genitori. Se il Governo non prenderà provvedimenti la metà delle nostre scuole non riaprirà a settembre, chiediamo almeno di poter aderire al fondo di garanzia sul credito per pagare in anticipo la cassa integrazione al personale“. Un altro fronte sul quale il Governo dovrà intervenire, cercando di tenere in considerazione sia le esigenze delle famiglie, sia quelle degli istituti.

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