Coronavirus Spagna: 232mila casi e 27mila morti/ Approvata proroga stato di emergenza

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus Spagna, sale a 27mila il numero dei morti nella nazione iberica, mentre gli infetti hanno toccato quota 232.555: ecco gli ultimi aggiornamenti

debito perpetuo
Pedro Sánchez (LaPresse)

Sale a 27.888 il numero di morti da coronavirus nella vicina Spagna. Un dato molto positivo in quanto nelle ultime 24 ore, come fa sapere il ministero della Sanità, e come si legge sulla mappa dell’università John Hopkins, il computo delle vittime è salito di sole 95 unità (il giorno prima erano state 83). Per quanto riguarda il dato dei contagiati da inizio emergenza, invece, il nuovo bilancio racconta di 232.555 casi, terza nazione in Europa per numero di infetti dietro alla Russia e al Regno Unito, e davanti all’Italia. Nel frattempo il governo Sanchez ha approvato ufficialmente la proroga dello stato di emergenza fino al 6 giugno: la “mozione” è passata con 177 voti a favore, 162 contrari e 11 astensioni, con lo stato di emergenza che è stato così prolungato di ulteriori 15 giorni. Resta il fatto che l’esecutivo iberico è chiamato ad una dura prova, come confermato proprio dalle votazioni di cui sopra, giunte dopo un intenso dibattito parlamentare.

CORONAVIRUS SPAGNA, CRISI POLITICA DIETRO L’ANGOLO?

Dopo l’esito del voto, fonti del partito indipendentista basco, l’Ehb, Euskal Herria Bildu, hanno fatto sapere di essersi astenute a seguito di un accordo raggiunto con il Partito Socialista e l’Unidas Podemos, le due forze della maggioranza. In base a quanto emerso, l’esecutivo guidato da Pedro Sanchez, si sarebbe impegnato ad abrogare in toto la riforma del mercato del lavoro approvata nel 2012 prima che si chiudano le manovre straordinarie per il contenimento del coronavirus. Si è invece messo di traverso ai socialisti l’Erc, la Sinistra repubblica di Catalogna, storico partito indipendentista, che i è opposto all’estensione dell’emergenza, facendo poi capire che il patto con Sanchez sarebbe ora a rischio. In attesa di novità dal fronte politico spagnolo, interessanti nuove giungono dal calcio: la Liga, che dovrebbe ripartire a breve, potrebbe sfruttare l’utilizzo della Var, la video assistent referee, in favore del coronavirus. Nel caso in cui un calciatore risulti essere infetto dopo una partita, tramite il “replay” si potrà andare a rivedere tutti i contatti avuti dallo stesso giocatore per più di cinque minuti.

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