Coronavirus Spagna, 4mila morti/ 56.188 casi, ma il picco è ancora lontano

- Alessandro Nidi

Coronavirus Spagna: oltre 56mila casi e 4mila morti, ma il picco è ancora lontano. “Avrà più vittime dell’Italia”. Il Real Madrid ha messo a disposizione il Santiago Bernabeu

sanchez spagna governo lapresse 2019
Pedro Sánchez (Lapresse)

La Spagna registra un calo nel numero di morti delle ultime 24 ore, ma sono oltre 4mila le vittime del Coronavirus. Il numero totale ammonta a 4.089 decessi, quindi il 19 per cento in più. Una percentuale di crescita alta, ma comunque inferiore a quella degli ultimi giorni, visto che era tra il 25 e il 30 per cento. I casi sono invece 56.188, per un incremento del 18 per cento. L’analisi dei dati suscita reazioni contrastanti. Si parla di un rallentamento rispetto agli ultimi giorni, ma è pur vero che il Coronavirus in Spagna sta correndo ad una velocità differente rispetto all’Italia, quindi quando si parla di rallentamento non lo si può paragonare a quello italiano. Secondo le previsioni – riportate da El Pais – porteranno la Spagna diventerà il Paese col maggior numero di morti, record negativo purtroppo detenuto dal nostro Paese. Se in Italia si prevede il raggiungimento del picco a breve, lo stesso dunque non si può dire per la Spagna. C’è stata una crescita anche di persone finite in terapia intensive, del 16 per cento. (agg. di Silvana Palazzo)

CORONAVIRUS SPAGNA, REAL MADRID “OFFRE” STADIO

Il Real Madrid fronteggia l’emergenza Coronavirus in Spagna mettendo a disposizione il suo stadio. Nel Paese iberico la situazione è davvero pessima, come abbiamo riportato: i numeri sono in continuo e netto aumento, la nazione è in ginocchio e chi può dà una mano. La società della capitale ha dunque trovato un accordo con il Consiglio Superiore dello Sport, e donerà il Santiago Bernabeu: l’impianto nel quale gioca il Real Madrid, oggi chiaramente in disuso visto lo stop di tutti i campionati e delle coppe europee, sarà trasformato in un grande centro per l’approvvigionamento. Qui saranno distribuite forniture sanitarie per provare a limitare il contagio da Covid-19: lo stadio sarà a completa disposizione della sanità spagnola. Il club ha comunicato in una nota ufficiale, rintracciabile anche sui profili social, che “tutto il materiale sarà poi consegnato alle autorità sanitarie spagnole, sotto l’autorità del Governo che le ridistribuirà nel modo più efficiente”. Altra bella iniziativa dunque che arriva dal mondo dello sport, anch’esso impegnato in una situazione davvero delicata per tutti. (agg. di Claudio Franceschini)

CORONAVIRUS SPAGNA: 10MILA CASI IN UN GIORNO

E’ emergenza senza fine in Spagna, la nazione allo stato attuale in cui l’epidemia da coronavirus sta crescendo di più. Come vi abbiamo già spiegato, gli infetti sono cresciuti di quasi 10mila unità in 24 ore, mentre le vittime sono state circa 600. “In Spagna è l’inferno, i malati muoiono soli”, le parole eloquenti del deputato del Ppd Gonzalez Pons, come riferisce Il Messaggero. A complicare ulteriormente le cose, i tamponi “difettosi”. La Spagna ha acquistato circa 5 milioni di test rapidi dalla Cina, che hanno dato però degli esiti imprecisi, dando molti falsi negativi: in poche parole, non risultano i positivi, di conseguenza una persona viene trattata come sana quando in realtà ha il covid-19. “I tamponi danno molte volte risultati negativi falsi – spiegano i responsabili sanitari – molti pazienti poi risultati positivi con verifiche più approfondite avevano avuto un esito del tampone negativo. Hanno una sensibilità del 30% – aggiungono – quando dovrebbero superare l’80%. Con quel valore non ha senso usare questi test”. Il ministro della Salute, Illa, ha commentato: “Se questa tendenza generale è confermata, ciò indicherebbe che il numero di casi segnalati potrebbe avvicinarsi al massimo. Ciò che chiamiamo colloquialmente il picco della curva”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CORONAVIRUS SPAGNA: 4.089 MORTI E 56.188 CASI

Importanti aggiornamenti sull’emergenza coronavirus in Spagna: il ministero della Salute ha reso noto il nuovo bilancio, 4.089 morti (+655) e 56.188 casi positivi, con 3.700 persone in terapia intensiva. 7.000 in tutto i contagiati guariti. El Pais evidenzia che per la prima volta nell’ultima settimana è diminuito il numero di decessi, ma i numeri restano importanti. Il ministro delle finanze María Jesús Montero ha parlato di «guerra» per ottenere maschere, test rapidi e respiratori, evidenziando come tutte le amministrazioni siano al lavoro instancabilmente per ottenere le forniture mediche. Desta sempre più preoccupazione la situazione di Madrid: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 2.569 casi e 265 morti. Le strutture sanitarie stanno per collassare, considerando che nelle ultime ore sono stati ricoverate 71 persone in condizioni critiche. Ricordiamo che il 51,1% dei decessi totali della Spagna sono stati registrati proprio a Madrid, così come la maggior parte dei guariti (il 55,3%). Attese novità a stretto giro di posta… (Aggiornamento di MB)

CORONAVIRUS SPAGNA, SECONDO PAESE AL MONDO PER DECESSI

Si fa ogni giorno più drammatica la situazione connessa al Coronavirus in Spagna, dove si registra un nuovo bilancio da incubo: stando a quanto riferito dalle autorità locali, in landa iberica il numero dei casi sfiora quota 50mila (49.515, per l’esattezza), mentre il totale dei decessi è pari a 3647. A tal proposito, la Spagna attua un poco desiderabile sorpasso ai danni della Cina, divenendo il secondo Paese al mondo per vittime da Covid-19 (in cima alla graduatoria vi è, purtroppo, l’Italia, con 7503 morti). Nel fratempo, per fronteggiare l’emergenza non soltanto sanitaria, ma anche finanziaria, il Governo ha ottenuto nella prima mattinata di oggi il sostegno del Congresso per l’adozione di misure economiche e sociali contro l’epidemia e la proroga dello stato d’allarme sino al prossimo 11 aprile. Il presidente governativo, Pedro Sánchez, parteciperà inoltre alla riunione del G-20 in videoconferenza e poi a un vertice con i leader dell’Unione Europea, nei quali si cercherà di risolvere le divergenze che mantengono l’Europa divisa sulla risposta economica da attuare al fine di per mitigare l’impatto del Coronavirus.

CORONAVIRUS SPAGNA: L’ANDALUSIA È PRONTA A INVIARE RESPIRATORI A MADRID

In un clima dunque di tensione generale in Spagna, si registrano ondate di solidarietà interregionali che non possono che strappare un sorriso in un momento tanto complicato. È notizia di queste ore, infatti, l’offerta rivolta dall’Andalusia, dalla Galizia, dall’Estremadura e dalla Regione di Murcia alla Comunità di Madrid e relativa all’invio di respiratori per la cura dei numerosi pazienti positivi al Coronavirus. Un gesto di profonda fratellanza che il presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha apprezzato moltissimo. L’Andalusia ha assicurato di essere disposta ad avviare la spedizione, perché Madrid è una terra di solidarietà, sempre pronta a “dare una mano”, aggiungendo che, da qualche tempo, ad Antequera (Malaga) sono stati collocati 1571 respiratori da distribuire, quando necessario, a qualsiasi provincia. Da parte sua, invece, il presidente della Regione di Murcia, Fernando López-Miras, ha asserito di essere pronto a spostare nove respiratori, sotto forma di “solidarietà e impegno comune”.

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