CORONAVIRUS SPAGNA: 7.353 MORTI, 85.195 CASI/ Ifema, in ospedale “condizioni pietose”

- Alessandro Nidi

Coronavirus Spagna, gli aggiornamenti sull’emergenza: quota 7.353 morti, 812 decessi nelle ultime 24 ore. Positivo Fernando Simon. Le ultime notizie

Coronavirus in Spagna
Coronavirus in Spagna (LaPresse, 2020)
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Mentre i numeri del Coronavirus in Spagna si mantengono “stabili” – aumentano i casi positivi, i morti sono ancora superiori agli 800 al giorno con un tasso di decessi comunque inferiore rispetto all’Italia, in percentuale – ci sono forti denunce circa l’ospedale da campo costituito a Madrid, presso la fiera IFEMA. Medici, infermieri e personale amministrativo, si legge su El Pais, hanno lamentato le scarsissime condizioni di sicurezza e non solo con le quali sono costrette a convivere: “Nel padiglione 5 non ci sono i due metri di distanza tra un paziente e l’altro, le squadre di protezione individuali non sono tali, le condizioni sono pietose e non è stato nemmeno installato il programma informatico base perché medici e infermieri possano lavorare”. Parole forti, così come quelle di un’infermiera che ha detto chiaro e tondo che in queste condizioni è più facile venire contagiati che guarire dal Covid-19; un’altra testimonianza, quella di un’altra infermiera che mercoledì si è presentata volontaria all’ospedale dal campo dopo aver lavorato a Mostoles e nelle UCI di diversi ospedali, racconta di una situazione che sembra “la guerra, tra le camere ci sono appena due passi e c’è un bagno per tutti i pazienti”. Non solo: i ricoverati hanno passato 13 giorni senza poter fare una doccia fino a che venerdì ne è stata installata una. Una brutta situazione davvero, che potrebbe terminare con l’apertura di nuove padiglioni. (agg. di Claudio Franceschini)

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CORONAVIRUS SPAGNA: TRAGEDIA A LA CORUNA

E’ salito a 7.353 il bilancio dei morti per coronavirus in Spagna, un’emergenza che ha colpito tutto il Paese a partire dalla sua capitale Madrid. Nelle scorse ore è stato registrato un dramma a La Coruna: è morta una donna di 37 anni durante il parto, morto anche il bambino. La tragedia si è consumata all’Hospital Materno Infantil Teresa Herrera: la donna era al nono mese di gravidanza e le sue condizioni di salute sono peggiorate esponenzialmente. Colpita sabato da febbre alta e diarrea, la donna ha avuto un arresto cardio-circolatorio a causa di ulteriori complicazioni ed i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Purtroppo anche il bambino è nato morto. Il marito della 37enne è stato sottoposto al tampone ma è risultato negativo. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

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CORONAVIRUS SPAGNA: PIU’ CONTAGIATI DELLA CINA

Pochi minuti fa è stato diramato un nuovo bollettino sull’emergenza coronavirus in Spagna ed i numeri continuano a restare alti: incremento di 812 morti rispetto a ieri, per un totale di 7.340 decessi. Il bilancio dei casi positivo è salito di 4 mila unita, portando il bilancio totale a 85.195: superata la Cina per numero di contagiati. El Pais riporta inoltre che sono guariti 17 mila pazienti. E c’è di più: la Moncloa ha reso noto che anche il direttore del Centro di coordinamento delle emergenze sanitarie Fernando Simon è risultato positivo al coronavirus. María José Sierra in conferenza stampa ha spiegato che è stato osservato un cambiamento del trend a partire dal 25 marzo, soprattutto grazie alle misure restrittive disposte dal Governo. La rappresentante del Centro di coordinamento delle emergenze sanitarie ha poi sottolineato che le difficoltà per gli ospedali spagnoli sono arrivate due-tre settimane dopo lo scoppio dell’epidemia. Infine, segnaliamo il messaggio del ministro del Lavoro Yolanda Diaz a tutti i cittadini: «L’unico obiettivo è quello di abbassare la curva di contagio: dobbiamo essere responsabili, restiamo a casa. Non c’è altro provvedimento che restare confinati», le sue parole ad Antena-3. (Aggiornamento di MB)

CORONAVIRUS SPAGNA: “UNITA’ TERAPIA INTENSIVA SATURE

Il Coronavirus in Spagna si sta manifestando con particolare gravità, sulla falsa riga di quanto accaduto (e sta, purtroppo, ancora accadendo) in Italia: il bilancio totale dell’epidemia in landa iberica parla di 6803 morti (secondo Paese al mondo con il numero più alto di decessi) e 80mila casi (80.011, per la precisione). Sono finora 14.709 i guariti, secondo i dati forniti dal Ministero della Salute e dalle Comunità. “Il problema principale è che le unità di terapia intensiva sono sature, ha spiegato il coordinatore dell’emergenza sanitaria Fernando Simón, che ha inoltre avvertito del fatto che sei Comunità “sono al limite”, senza tuttavia menzionarle. Intanto, il Governo ha detto sì all’inasprimento delle misure restrittive, chiudendo tutte le attività lavorative non essenziali a partire da oggi, lunedì 30 marzo 2020, anche se è stato concesso un giorno di congedo a tutte le aziende che non si trovano nella condizione di cessare immediatamente il proprio operato. Una decisione, quella di varare nuove misure di contenimento, figlia anche della crescita esponenziale delle vittime del Covid-19 in Spagna (838 nella sola giornata di ieri).

CORONAVIRUS SPAGNA: STOP A FUNERALI E VEGLIE FUNEBRI

Al fine di proteggere la popolazione dal contagio e di contenere la diffusione del Coronavirus, il Governo spagnolo ha vietato ufficialmente le veglie e le cerimonie funebri (pubbliche e/o private) a decorrere dalla data odierna, mediante un provvedimento sottoscritto dal Ministero della Salute, nel quale si legge: “A causa delle particolari caratteristiche che circondano le cerimonie funebri, è difficile garantire l’attuazione di misure di contenimento e la distanza con la separazione interpersonale di più di un metro necessaria per limitare la diffusione del virus”. Tuttavia, la partecipazione al seguito per la sepoltura o il commiato per la cremazione del defunto sono consentiti, ma ristretti a un massimo di tre familiari o parenti, oltre, ovviamente, al ministro del culto per la pratica dei riti funebri di commiato del deceduto. Inoltre, il Ministero della Salute ha stabilito che durante il periodo dello stato di emergenza, i prezzi dei servizi funebri non potranno essere superiori a quelli in vigore prima del 14 marzo 2020, data in cui è entrato in vigore il decreto.

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