CORONAVIRUS SPAGNA: 78797 CASI, 6528 MORTI/ La curva nel Paese continua a salire

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus Spagna: 78797 casi, 6528 morti. Continua a salire la curva, aumentano anche i guariti ma domenica 29 marzo è il giorno con più decessi della pandemia, situazione critica.

coronavirus spagna
Pedro Sánchez (Lapresse)
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Il Coronavirus in Spagna sta esplodendo: ormai lo sappiamo bene, nel Paese iberico il numero dei contagi e dei decessi sta rapidamente crescendo e si sta assistendo ad un boom che ricalca in tutto e per tutto quello che l’Italia ha dovuto vivere all’inizio del mese di marzo. Gli ultimi dati, aggiornati alle ore 11:30 della mattina e riportati da El Pais, parlano di 78797 persone positive al Covid-19: una cifra che sta rapidamente raggiungendo quella della Cina e appunto dell’Italia, così anche il numero delle persone decedute che sono purtroppo 6528. Rispetto all’ultimo bollettino, le morti sono 546 in più: si continua a crescere in maniera vertiginosa, la nazione spagnola al momento è seconda per numero di morti alle spalle della sola penisola italiana. Per contro, è incoraggiante il dato sui guariti che sono 14709: in questo caso numero maggiore rispetto all’Italia, il tasso di mortalità sulle persone positive al Coronavirus è del 8,28% che è ancora inferiore rispetto a quello che si sta verificando a casa nostra. Tuttavia, la curva è in rapida ascesa: il 29 marzo è fino a questo momento il giorno che ha fatto registrare il maggior numero di morti, solo giovedì si era verificato un calo che però si è dimostrato essere una quiete in mezzo ad una vera e propria tempesta. (agg. di Claudio Franceschini)

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CORONAVIRUS SPAGNA IN ARRIVO NUOVE MISURE RESTRITTIVE

La Spagna si conferma la seconda nazione al mondo per numeri di morti da coronavirus dietro solamente all’Italia. In totale le vittime sono 5982, mentre i casi positivi registrati sono 73.235, quarto posto assoluto dietro a Stati Uniti, Cina e Belpaese. Aumentano anche i guariti, ora 12.285 ma l’emergenza è totale nel paese iberico, a causa di una sanità non attrezzata per affrontare una pandemia di questo genere, visti gli ospedali ormai al collasso. Il focolaio del paese continua ad essere Madrid, dove i morti sono ben 2757, con 21520 contagi, seguito poi dalla Catalogna (la regione di Barcellona), con 1226 vittime e 15mila casi. Al terzo posto c’è la regione di Castiglia-La Mancha, dove invece i decessi sono 448. Preoccupano anche i paesi Baschi, con ben 5136 casi e altra zona decisamente in espansione nelle ultime ore. Il numero medio di di vittime è di circa 800/900 negli ultimi giorni, in linea con la media italiana, e fotografia dell’emergenza senza precedenti.

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CORONAVIRUS SPAGNA: “STIAMO PER RAGGIUNGERE IL PICCO”

Fernando Simón, direttore del Centro per le Emergenze Sanitarie in Spagna, ha parlato nelle scorse ore con la Cnn, dicendo che l’aumento percentuale delle vittime è in leggera flessione, anche se i numeri in termini assoluti continuano a crescere, aggiungendo che il paese sta per raggiungere “il picco della curva” anche se “non si sa ancora esattamente quando ne avremo conferma”. Nella giornata di oggi, intanto, si terrà un nuovo consiglio dei ministri straordinario, attraverso il quale il premier Pedro Sanchez firmerà un nuovo decreto sulla falsa riga di quanto sta accadendo in Italia in questi giorni: stop a tutte le attività essenziali per le prossime due settimane, dal 30 marzo fino al 9 aprile. I lavoratori, durante questo periodo, dovrebbero rimanere a casa con un permesso retribuito, anche se il tutto verrà meglio specificato nella giornata odierna. Infine, da segnalare le parole di Valdano, ex stella del Real Madrid, che attraverso El Pais ha voluto ricordare la morte dell’ex presidente delle Merenguez, Sanz: “Come tanti altri,è rimasto solo, senza nemmeno il conforto della sua meravigliosa famiglia. Con Lorenzo, il calcio dice addio a un’era di uomini che si sono fatti da soli. Lo conoscevo bene. Ha sempre mostrato una grande qualità umana. Scrivo questo articolo per ringraziarlo e salutarlo con il rispetto e l’onore che merita”.

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