Coronavirus, Spagna vieta fumo all’aperto/ Aumento casi: chiusi locali notturni e…

- Raffaele Graziano Flore

Coronavirus, Spagna vieta il fumo all’aperto e gli assembramenti di persone. Aumento dei casi nelle ultime ore: chiusi i locali notturni e stretta sul fenomeno del “botellón” tra i giovani

Coronavirus in Spagna
Coronavirus in Spagna (LaPresse, 2020)

Coronavirus, ecco la seconda ondata? Forse è ancora presto per dirlo ma di sicuro nel resto d’Europa, e con numeri molto più preoccupanti che in Italia, torna l’incubo legato all’incremento di casi di positività che con l’estate hanno fatto registrare un vero e proprio boom. Non è ancora forse il caso di parlare di lockdown numero due, certo, ma intanto la Spagna impone nuove misure restrittive dopo che nelle sole ultime 24 ore sono stati confermati 2935 casi (il doppio ad esempio della Germania dove ieri ne erano stati registrati quasi 1500). Si tratta del maggior incremento segnalato nella penisola iberica da 105 giorni a questa parte e per questo ecco la stretta voluto dal Ministero della Salute: in tutte le Comunità e non solo in Galizia è proibito fumare in strada se non è possibile rispettare le regole di distanziamento sociale mentre vengono chiusi “bares de copas” e discoteche e si cerca di limitare il fenomeno del “botellón” (quella che in Italia viene chiamata genericamente come movida anche se in questo caso indica quei giovani che in Spagna si fermano a bere, ballare e cantare in gruppi all’aperto senza necessariamente rivolgersi ai locali notturni di cui peraltro è stata ordinata la chiusura).

SPAGNA, CONTAGI IN AUMENTO: STRETTA SU LOCALI NOTTURNI E FUMO IN STRADA

Come stabilito da Salvador Illa, il Ministro della ‘Sanidad’ di Madrid, sono state introdotte nuove misure per contenere questa mini-ondata di contagi estivi (che ieri ha visto peraltro verificarsi altri 26 decessi), affiancando a queste 11 norme altre tre raccomandazioni che fanno più che altro riferimento al buon senso dei cittadini: limitare le frequentazioni sociali alla propria cerchia ristretta di famigliari e amici, evitare assembramenti di oltre 10 persone e infine fare frequentemente dei test per l’eventuale positività al Covid-19 a tutti i lavoratori dei centri di assistenza sociosanitari. Come riportava ieri il quotidiano iberico “El Paìs”, già nella regione della Galizia era stato imposto il divieto di fumare all’aperto nei casi in cui non sia possibile rispettare le distanze minime di sicurezza di due metri e a stretto giro di posta è arrivato l’intervento ministeriale che ha esteso la norma al resto del Paese; secondo gli esperti infatti il fumo aumenterebbe il rischio di trasmissione del virus dal momento che impone agli amanti della sigaretta di togliersi la mascherina senza dimenticare inoltre che, all’atto di espirare, i fumatori emettono molte goccioline di saliva che rischiano di infettare chi sta loro vicino.

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