Coronavirus, spostamenti e multe ritenute ingiuste/ Come fare ricorso: la procedura

- Emanuela Longo

Coronavirus, regole sugli spostamenti e multe ritenute non valide: come procedere? La procedura resa nota dall’Aduc

Blocco traffico Roma
Multe (LaPresse, 2020)
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L’emergenza Coronavirus ha posto una stretta anche sul piano degli spostamenti e della mobilità individuale, indispensabile per contenere il più possibile la diffusione del Coronavirus. Quotidianamente non mancano i bollettini regionali che ci informano anche sui dati relativi alle attività delle forze dell’ordine in termini di controlli. Non mancano infatti i bollettini riferiti al numero di persone fermate, sia a piedi che in auto, e quello relativo alle possibili multe. Tuttavia, come informa l’Aduc, Associazione per i Diritti degli utenti e dei consumatori, non tutte le multe sarebbero giuste. Ad esempio è stato documentato un caso definito dall’associazione “particolare” in cui una multa sarebbe stata eseguita a carico di un cittadino che si era recato in un negozio per il “solo” acquisto di pasta e vino. Molti altri tuttavia – e sarebbero sempre più numerosi – avrebbero sottolineato una dubbia legittimità, come ribadisce l’associazione. Certamente la situazione alla quale si sono approcciati cittadini e forze dell’ordine è del tutto nuova quindi gli errori da entrambe le parti sono da ritenersi fisiologici.

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CORONAVIRUS, SPOSTAMENTI E MULTE RITENUTE INGIUSTE: COSA FARE

Tuttavia, chi in queste settimane sarebbe stato raggiunto da una multa ritenuta non valida, l’Aduc ha pubblicato una sorta di vademecum che indica in che modo è possibile fare ricorso, tentando così di far valere le proprie ragioni. Entro 30 giorni dal momento in cui si riceve il verbale da parte delle forze dell’ordine, occorre inviare degli scritti difensivi via raccomandata a/r o PEC in carta libera. Questi dovranno essere indirizzati all’Autorità Competente indicata sul verbale, quindi al Comune se se a verbalizzare sono stati vigili urbani, la Provincia se Polizia Provinciale, o il Prefetto se Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza. L’Autorità destinataria degli scritti difensivi potrà entro i successivi 5 anni successivi potrà accoglierli o rigettarli emettendo un’ordinanza di ingiunzione. In quest’ultimo caso si potrà far ricorso entro 30 giorni dalla notifica al cospetto del giudice di pace. Aduc sottolinea inoltre come il termine per gli scritti difensivi o il ricorso sono sospesi fino al 15 aprile. La data a partire dalla quale decorrerà il termine di 30 giorni è fissata al prossimo 16 aprile.

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