Coronavirus, strage di sacerdoti in Italia/ Morti 67 preti e 12 missionari

- Alessandro Nidi

Coronavirus, morti 67 sacerdoti in Italia. Una strage silenziosa, che colpisce in particolare la città di Bergamo, mentre a Parma sono deceduti 12 missionari, non sottoposti però a tampone

Candele e offerte in chiesa
Immagine d'archivio (Pixabay, 2019)

Una strage silenziosa, che passa quasi inosservata alle cronache: è quella dei (finora) 67 sacerdoti italiani stroncati dal Coronavirus. Il dato, riportato in queste ore sulle colonne de “La Stampa”, rivela che ad arrendersi al virus sono stati 22 preti della diocesi di Bergamo e altri loro omologhi di Lodi, Milano, Cremona, Mantova, Parma, Pesaro, La Spezia, Nuoro e Salerno. Salerno, già. Proprio nella diocesi della città campana si è registrato il primato più triste e indesiderato, ovvero quello del decesso più giovane: aveva solo 45 anni don Alessandro Brignone quando si è arreso al Covid-19. Papa Francesco ha ricordato tutti i rappresentanti della Chiesa che hanno perso la vita, con medici e infermieri, agendo in prima linea, mettendosi al servizio dei malati, senza paura di essere contagiati e con l’unico desiderio di offrire sollievo e vicinanza a quanti stavano e stanno tuttora lottando contro un nemico tanto invisibile quanto tremendo. Il computo, peraltro, non ingloba i decessi di suore, religiosi e missionari.

CORONAVIRUS, MORTI 67 SACERDOTI ITALIANI: ADDIO ANCHE A 12 MISSIONARI A PARMA

A proposito dei missionari: come riferito sempre nell’articolo pubblicato su “La Stampa”, in poco più di due settimane, nella casa madre dei Saveriani a Parma sono morti 12 missionari, tutti d’età superiore ai 73 anni e, in alcuni casi, affetti da patologie pregresse. “Assomiglia a una decimazione, cominciata circa 16 giorni fa e proseguita quasi al ritmo di una morte al giorno – ha dichiarato al quotidiano Rosario Giannattasio, padre superiore della congregazione emiliana –. Qui attualmente ospitiamo 43-44 confratelli di passaggio o di ritorno dalle missioni e sempre qui hanno sede varie attività amministrative e un’ infermeria al quarto piano”. Non è tuttavia certo che i loro decessi siano collegati al Coronavirus: Non sono state fatte le analisi, i certificati medici parlano di arresto cardiaco o di altri motivi”. Nel frattempo, però, si è optato per la chiusura e la sanificazione della lavanderia e della mensa, dal momento che tre operatori del servizio pasti esterno sono stati trovati positivi al Covid-19.

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