Coronavirus, supermarket vieta ingresso senza mascherina/ A Susa scoppia la polemica

- Claudio Franceschini

Coronavirus, supermarket a Susa vieta l’ingresso ai clienti sprovvisti di mascherina: scoppia la polemica, le titolari costrette a intervenire su Facebook e spiegare il loro punto di vista.

Minimarket Favro interno facebook 2020
L'interno del minimarket Favro a Susa (da facebook.com/panificiovavro.susa)
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E’ dovuto intervenire il personale per reprimere una questione che stava diventando un “caso di stato” a Susa, riportata da La Stampa: protagonista il minimarket Favro, che alla vetrina ha esposto un cartello che recita testualmente “Ingresso consentito solo a chi indossa la mascherina. Tassativo”, in lettere rosse e sottolineature a lasciare intendere che o così o… così, si resta fuori. Come tante altre cose di questi tempi, la vicenda ha fatto il giro del web e alimentato il dibattito: il Coronavirus è una realtà, ma abbiamo già detto in più ambiti che la reazione di fronte alla pandemia, al netto delle misure sanitarie di base e le restrizioni imposte, resta una questione personale.

In questo caso, la fotografia pubblicata su Facebook da un cliente del minimarket ha scatenato reazioni e commenti diversi: la fazione dei “pro” ha sostenuto che a Susa il numero dei contagi sta aumentando quotidianamente e dunque altri esercizi commerciali dovrebbero seguire l’esempio, il partito dei “contro” ha messo l’accento sulla difficoltà nel reperire le mascherine (che riguarda ormai tutta Italia), sul fatto che se tutti si comportassero in questo modo la gente morirebbe di fame e che quella del minimarket sarebbe una politica “contra legem”, un’imposizione che non spetta all’esercente in assenza di una disposizione ufficiale e specifica.

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CORONAVIRUS: IL SUPERMARKET DI SUSA RISPONDE

A questo punto una delle titolari si è sentita in dovere di rispondere. Il messaggio è parecchio lungo, ma volendo riassumerlo si legge che ogni lavoratore è molto teso ma – come si diceva più sopra – ognuno ha un carattere diverso e dunque il personale va tutelato il più possibile, anche di fronte ai salti mortali che per esempio stanno facendo gli addetti alle consegne a domicilio. “Sappiamo la difficoltà a reperire mascherine” ha scritto la titolare, che ha anche ammesso come lei stessa l’abbia potuta indossare qualche giorno dopo che le sue dipendenti si erano attrezzate; sul tema ha consigliato poi di sostituirle con quelle di stoffa che si possono fare in casa (come del resto in molti hanno iniziato a fare: la necessità aguzza l’ingegno) o al massimo di entrare in negozio avendo l’accortezza di coprirsi naso e bocca con qualunque cosa, sia essa una sciarpa o “la più eccentrica vaschetta per il budino tenuta su con un pezzo di spago”.

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La titolare del minimarket Favro ha anche specificato che un primo cartello parlava proprio di “qualunque altro mezzo che copra la bocca”, ma che molte persone non rispettavano la richiesta; da qui la necessità di essere più intransigenti. La vicenda non è finita qui, perché poco dopo la pagina Facebook del negozio ha ripreso il concetto scrivendo di fatto lo stesso messaggio, ma con toni leggermente più forti: oltre alla richiesta di rispetto per tutti, si legge di come sia sufficiente qualunque protezione “per evitare di ‘sputacchiare’ alle commesse e agli altri clienti”, e ancora come, pur non avendo la pretesa di salvare il mondo, nel suo piccolo il minimarket cerca di dare una mano come può “con un po’di civiltà e buona volontà”. Già: a volte, basterebbe semplicemente quello…

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