Coronavirus, Taiwan contro Oms/ “Ignorato l’allarme sul covid-19 del 31 dicembre”

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus: Taiwan giura di aver avvisato l’Oms circa la pericolosità del covid-19, lo scorso 31 dicembre. Ecco la loro versione, in attesa di un’eventuale replica

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Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus con Michael Ryan e Maria van Kerkhove (Foto: LaPresse)
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Taiwan ha messo in guardia l’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità, e di conseguenza il mondo intero, circa l’epidemia da coronavirus in arrivo, lo scorso 31 dicembre del 2019. Ad allarmare gli addetti ai lavori fu il ministero degli affari esteri di Taiwan, il Mofa, sottolineando come il covid-19 fosse trasmissibile da uomo a uomo: peccato che però quel grido, come spesso e volentieri accade in questi casi, rimase inascoltato. Hua Chunying, portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese, ha pubblicato un tweet lo scorso 21 marzo, in cui veniva sottolineato come la Commissione Sanitaria Comunale di Wuhan, avesse avvisato dell’epidemia di coronavirus il 31 dicembre. Una tesi confermata anche da Morgan Ortagus, la portavoce del Dipartimento di Stato americano, che il 24 marzo scorso ha confermato come Taiwan avesse messo in guardia l’Oms circa la trasmissione uomo a uomo, lo stesso giorno della dichiarazione della Cina, aggiungendo che Pechino avrebbe cercato di nascondere questo aspetto dell’infezione, “silenziando” il famoso dottore Li Wenliang, il medico che per primo lancio l’allarme ma che non venne inizialmente creduto.

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CORONAVIRUS, BOB CHEN DI TAIWAN VS OMS

Interpellato sulla questione, Bob Chen, direttore generale del Dipartimento delle Organizzazioni Internazionali, come riportato da taiwannews.com, ha dichiarato che i centri di controllo delle malattie hanno contattato immediatamente lo WHO’s International Health Regulation (IHR) dell’Oms, il 31 dicembre. Il Cdc aveva quindi chiesto all’Oms di scoprire se il covid-19 fosse trasmissibile da uomo a uomo e Chen ha aggiunto che l’ufficio di rappresentanza del Mofa a Ginevra, ha a sua volta chiesto informazioni all’Organizzazione mondiale della sanità sulla vicenda. Le richieste sono avvenute via email, di conseguenza Chen ha spiegato di avere tutte le prove sulla questione. Peccato però che fino ad almeno la metà di gennaio il problema venne di fatto ignorato. Come scrive taiwannews.com, non è ben chiaro se “l’inattività” dell’Oms sia dovuta ad una pressione cinese o meno. Ovviamente questa è la versione di Taiwan dei fatti: attendiamo, se mai ci sarà, una replica cinese.

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