Coronavirus Tennis/ Guadenzi: “Ripartenza? Decideremo entro il 15 maggio”

- Michela Colombo

Coronavirus Tennis: sulla ripartenza della stagione parla il numero 1 dell’ATP Gaudenzi: “Entro il 15 maggio decideremo per i tornei di giugno”.

Parigi Bercy
Diretta Atp Parigi Bercy (Foto LaPresse)

Anche nel mondo del tennis si cerca di ripartire dopo lo stop alla stagione imposto agli inizi di marzo per l’esplodere dell’emergenza coronavirus. Già l’ATP infatti è al lavoro per provare a riprogrammare la stagione, dopo che già parecchi eventi sono stati rinviati di pochi mesi o settimane e altri, purtroppo, rimandati all’anno prossimo come Wimbledon. E già nei prossimi giorni potremmo davvero scoprire qualcosa di più che quello che sarà la stagione 2020 del tennis mondiale, come ci ha riferito solo poche ore fa lo stesso Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP. Il numero 1 del tennis, intervistato da Reuters ha dichiarato: “Abbiamo messo come deadline il 15 maggio per i tornei di luglio post Wimbledon, mentre entro il 1° giugno decideremo per i tornei in agosto. E’ inutile tentare di prendere decisioni su un periodo più lungo, sarebbe folle”.

CORONAVIRUS TENNIS, GAUDENZI OTTIMISTA SULLA RIPARTENZA

Sempre tornando sul calendario, ecco che nell’ultimo intervento il presidente dell’ATP chiarisce poi il destino degli US Open, appuntamento su cui si stanno concentrando parecchi dubbi in questi giorni: “Il loro annuncio potrebbe arrivare un po’ più tardi, ma penso che all’inizio di giugno avremo un quadro completo sulla possibilità di giocare in America in estate”. In ogni caso però per Gaudenzi la prudenza è necessaria: di fatto il vero problema nella ripartenza del tennis (ma di tutti gli eventi di livello globale anche du altri sport) sarà superare le restrizioni dei viaggi, cui molti paesi hanno prolungato le misure già adottate le scorse settimane: “Sarà molto difficile che tutti i Paesi possano allinearsi su una politica unica  sui viaggi. L’Australia, al momento, è in una fase totalmente diversa dalla Gran Bretagna. La Svezia, ad esempio, ha un differente approccio: potremmo organizzare un torneo, ma potremmo far arrivare là 100 giocatori? No, questa è la vera sfida”. Per il numero 1 dell’ATP in ogni caso “fermarci ora sarebbe sbagliato”: il futuro del tennis appare quando meno fumoso, ma è doveroso non arrendersi e pensare in maniera ottimista: “Ovviamente ci sono tante opzioni al vaglio, tra cui quella di giocare a porte chiuse oppure con restrizioni di viaggio. Ma non abbiamo ancora deciso nulla, questi sono solo scenari ipotetici”.



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