Coronavirus, “test rapidi cinesi non funzionano”/ Dalla Spagna: “Attendibili al 30%”

- Alessandro Nidi

Coronavirus, i test rapidi cinesi non funzionano: lo confermano i microbiologi spagnoli, che ne denunciano l’attendibilità “al 30%”

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Test Coronavirus (Foto: LaPresse)
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La speranza e l’attesa connesse alla possibilità che i test rapidi cinesi per la diagnosi del Coronavirus funzionassero effettivamente c’erano, ma purtroppo il verdetto in merito alla loro attendibilità è negativo. La conferma giunge direttamente dalla Spagna, dove l’istituto di Sanità “Carlos III” ha rivelato che gli studi eseguiti in merito indicano una sensibilità “inferiore al 30% e una specificità del 100% nelle popolazioni che si recano al pronto soccorso degli ospedali dove la percentuale di positività della PCR è dell’84% e degli operatori sanitari in cui la percentuale di positività è del 50%. Questi risultati impedirebbero la sua introduzione nella quotidianità”. Così, il ministero della Salute spagnolo è intervenuto per asserire che si tratta di un articolo specifico che si trova nella Comunità di Madrid, per il quale è già stato emesso ordine di ritiro, aggiungendo poi che è stato chiesto al produttore di sostituirlo. La preghiera è di affidarsi soltanto ai test acquistati dal governo, il cui utilizzo in Europa è ufficialmente approvato.

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CORONAVIRUS, TEST RAPIDI CINESI NON FUNZIONANO: “SI CONTINUI CON LA PCR”

A produrre i test rapidi per la diagnosi del Coronavirus è la società cinese “Bioeasy”, avente sede a Shenzhen, uno dei poli tecnologici per antonomasia del Paese orientale. Eppure, secondo i rilevamenti eseguiti dai microbiologi iberici, la loro sensibilità è del 30%, quando dovrebbe essere invece superiore all’80%. Attualmente, i test utilizzati per l’individuazione del Covid-19 nei casi sospetti in Spagna si basano su una tecnica molecolare denominata PCR, che rileva l’RNA (acido ribonucleico) del virus in un campione di essudato rinofaringeo, chiaramente raccolto con l’ausilio del tampone. I risultati non sono disponibili però prima di quattro ore, poiché le reazioni avvengono all’interno di alcuni macchinari complessi, che richiedono tempo per emettere dati certi. I test acquistati in Cina dovevano in realtà servire come screening, ma alla luce della loro scarsa attendibilità, si potrebbero generare veri o falsi negativi e trascurare pertanto le necessità di salute e terapie di cui ha invece realmente bisogno il paziente.

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