Coronavirus, trasmissione a feto in gravidanza/ Le prove: tracce nella placenta e…

- Silvana Palazzo

Coronavirus, ora ci sono le prove della trasmissione a feto in gravidanza: trovate tracce di Sars-CoV-2 nella placenta, ma ci sono altri elementi da non sottovalutare

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LaPresse

Il coronavirus si può trasmettere al feto in gravidanza: il contagio attraverso la placenta. Le ipotesi hanno trovato conferma in un nuovo studio che è stato pubblicato su Nature Communications. Non era chiaro se la trasmissione avvenisse attraverso la placenta, la cervice o come conseguenza dell’esposizione ambientale, ma ora si scopre che il virus Sars-CoV-2 può replicarsi attivamente nelle cellule della placenta. Un esame istologico della placenta ha infatti evidenziato livelli di infiammazione, ma non lascia spazio a dubbi la presenza del coronavirus nel tessuto placentare e nel sangue materno e neonatale, anche se comunque serviranno ulteriori studi. Il team ha descritto il caso di una donna incinta di vent’anni, ricoverata con febbre e tosse violenta. Risultata positiva al coronavirus, ha dato la luce la bambino, anche lui risultato positivo al Covid. E infatti presentava sintomi neurologici associati al coronavirus, simili a quelli riportati in pazienti adulti. Mamma e figlio si sono poi ripresi e sono stati successivamente dimessi dall’ospedale.

CORONAVIRUS E GRAVIDANZA, CONTAGIO TRAMITE PLACENTA

Ma ci sono altri casi. Due ne erano stati segnalati in Italia, con la ricerca coordinata dall’Università Statale di Milano e presentata nel congresso Aids 2020, ma un altro è emerso in Texas. Questo caso è stato descritto invece sul Pediatric Infectious Disease Journal dell’Università del Texas. Lo studio ha documentato la trasmissione intrauterina dell’infezione durante la gravidanza sulla base delle tracce del virus nelle cellule fetali della placenta. La bambina, nata dopo 34 settimane di gestazione, è stata in terapia intensiva neonatale perché prematura e per la possibile esposizione al virus Sars-CoV-2. Inizialmente è apparsa sana, poi ha cominciato ad avere febbre e lievi problemi respiratori. Sintomi che non potevano dipendere dalla sua prematuri, essendo comparsi nel secondo giorno di vita. A 24-48 ore dalla nascita la neonata è risultata positiva al Covid, quindi trattata con supplemento di ossigeno per diversi giorni, ma senza ventilazione meccanica. Per 14 giorni è rimasta positiva. Nel frattempo i ricercatori hanno esaminato la placenta, che mostrava segni di infiammazione. Altri test hanno evidenziato la presenza di particelle del virus, in particolare di una delle proteine fondamentali del virus, quella del nucleocapside (N). Tutto ciò conferma che il contagio è avvenuto durante la gravidanza, non durante o dopo il parto.

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