CORONAVIRUS UEFA/ Comitato: piano per la ripresa entro 27 maggio e in caso di stop…

- Claudio Franceschini

Coronavirus Uefa, si riunisce il comitato esecutivo: a tema, ancora una volta, chiusura dei campionati nazionali e delle coppe europee con possibilità di playoff e abolizione del Var.

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Nuove regole IFAB: si alle cinque sostituzioni (Foto LaPresse)

Filtrano le prime indiscrezioni dalla riunione di Nyon del Comitato Esecutivo della UEFA, dove sul tavolo sono a tema le misure da adottare per la chiusura della stagione e le linee guida da scrivere per disegnare il prossimo futuro del calcio europeo, post emergenza coronavirus. Come abbiamo già detto nei giorni scorsi, anche oggi la Federazione ha riaffermato la necessità che si arrivi a  conclusione in campo dei campionati nazionali: da oggi però con il paletto del 3 agosto per la definizione delle classifiche finali. E dunque la nuova data limite ora del 27 maggio perché le federazioni nazionali possano presentare un piano di ripresa e ritorno in campo per la conclusione della stagione, pur se queste adotteranno novità come play off o formule ridotte. E se alcune federazioni non portassero a termine la stagione, come sta accadendo per Belgio, Scozia e Olanda? In caso di stop anticipato, per la UEFA saranno le Federazioni e non le Leghe a inviare la lista delle squadre qualificate alla prossima edizione delle Coppe, con criteri legati ai meriti sportivi dell’attuale stagione. (agg Michela Colombo)

CORONAVIRUS UEFA: OGGI COMITATO ESECUTIVO

Nuova riunione nella giornata di oggi (giovedì 23 aprile): tocca ancora alla Uefa, che in questa settimana ha lavorato senza sosta: prima una video conferenza con le 55 federazioni, poi l’incontro con i rappresentanti di alcune Leghe e della ECA, ora il comitato esecutivo. Il tema è sempre lo stesso: provare a portare a termine i campionati nazionali e, a cascata, concludere Champions League ed Europa League nonostante le grandi incertezze portate dall’emergenza Coronavirus. Come si apprende, per il momento il tema principale resta quello delle coppe: la federazione europea è assolutamente sulla linea della chiusura dei due tornei (ma bisogna far fronte alle decisioni dei governi, vedi il caso dell’Olanda), e già nei giorni scorsi avevamo riferito del piano secondo il quale si dovrebbe proseguire a giocare fino ad agosto inoltrato, anzi fino agli ultimissimi giorni del mese. Cosa che chiaramente porterebbe a far slittare l’inizio della prossima stagione, infatti si parlava di ottobre.

Tuttavia, nella riunione di oggi la Uefa dovrebbe e potrebbe decidere anche su alcuni aspetti particolari: per esempio, che nei vari campionati vengano introdotti playoff e playout per determinare vittoria del titolo, piazzamenti europei e retrocessioni. Infatti, ciascun torneo “interno” dovrebbe concludersi entro la fine di luglio: il tempo stringe, già ora a questa data manca appena più di tre mesi e ci sono alcuni campionati (per esempio la Serie A) in cui le giornate da recuperare sono tante. Recentemente Giovanni Malagò, presidente del Coni, prospettava per l’Italia una ripresa degli allenamenti il 4 maggio, vale a dire il giorno della fine del lockdown: ammettendo che la data sia questa si tornerebbe in campo non prima di due settimane, a quel punto si andrebbe incontro ad un vero tour de force e i playoff potrebbero essere la soluzione migliore, contando anche che già con le coppe si giocherebbe ogni tre giorni. Insomma: non è solo una questione di calendario preso in assoluto, la componente legata agli infortuni (gli allenamenti veri e propri sono fermi da un mese e mezzo) va tenuta in conto.

CORONAVIRUS UEFA: ARRIVEDERCI AL VAR?

L’altra proposta all’ordine del giorno è quella della possibile abolizione temporanea del Var: ne avevamo parlato riguardo la Serie A, riportando come la proposta di Marcello Nicchi avesse suscitato un vespaio di polemiche (poi il designatore è tornato sui suoi passi). Sono due i problemi legati alla tecnologia: primo, il protocollo non consentirebbe di adottare le misure sanitarie necessarie e potrebbe rappresentare un ostacolo qualora il distanziamento sociale dovesse essere ancora in atto. Secondo, alcune società potrebbero decidere di abbandonare il proprio stadio per trasferirsi in strutture più piccole: per esempio il Real Madrid ha ricevuto l’ok dalla Uefa per giocare nell’Alfredo Di Stefano (solitamente casa del Castilla) ma quell’impianto non è adibito alla tecnologia Var e bisognerebbe correre contro il tempo per installarla. Oltre a questi due fattori, ne va considerato un terzo e anche di questo si era discusso a suo tempo: vanno bene i calendari in emergenza, va bene la volontà di tornare a giocare, siamo d’accordo sul fatto che è arrivato il momento di decidere una volta per tutte e che la soluzione non possa essere quella di bloccare tutto fino a che non avremo un giorno con zero contagi da Coronavirus, ma perché sia così servirà anche un fronte compatto rispetto alle decisioni che, inevitabilmente, per qualcuno potranno essere impopolari.

Per questo motivo scrivevamo tempo addietro che, comunque si riparta, la stagione sarebbe “falsata”: se mai potrà riprendere, questo dovrà essere chiaro per tutti. Giocare senza Var un terzo del campionato? Tecnicamente sarebbe inammissibile, se è l’unico modo per ripartire e le società vogliono ripartire allora bisogna accettare che possa essere così (tanto, sarà uguale per tutti). Assegnare lo scudetto con i playoff? Juventus e Lazio (per rimanere alla Serie A) potrebbero non vedere di buon occhio che improvvisamente nella corsa al titolo rientrino Roma e Napoli – ipotizzando che nella griglia ci siano le prime sei – che sono rispettivamente a -18 e -24 dalla vetta. Nulla contro le due società in questione, ma sarebbe “strano” chiudere un torneo con una formula che non era prevista, e che viene introdotta verso il finale di stagione. Del resto però sarebbe “strano” anche assegnare il tricolore alla Juventus, non essendoci una regola ufficiale che stabilisca in merito all’interruzione forzata. Per non parlare poi delle porte chiuse e squadre che dovrebbero giocare partite decisive senza il proprio pubblico: ecco, se non altro che il fronte sia unito nel fare buon viso a cattivo gioco – eventualmente – pur di ripartire perché, come recita il proverbio, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Poi, allora, si potrà discutere di qualunque variazione sul tema…

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