CORONAVIRUS UK/ Oltre 1400 vittime: salgono a 22mila i contagi totali

- Alessandro Nidi

Coronavirus Uk: vendite da record in Gran Bretagna a seguito dell’epidemia da covid-19. Sono oltre 1400 i decessi mentre salgono a 22mila i contagi totali

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Boris Johnson (LaPresse)
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Nel Regno Unito aumenta il numero di contagi da Coronavirus e mentre si registra una vera e propria corsa ai supermercati da parte di milioni di persone che cercano di fare scorta sono due le notizie principali che riguardano l’isola britannica. Innanzitutto l’ONS, che sarebbe una sorta di equivalente inglese del nostro Istat, ha rivisto al rialzo le stime probabili sul numero totale delle persone decedute sino ad ora: il computo è salito infatti dato che sono state annoverati pure quei pazienti che hanno perso la vita e per i quali il Covid-19 è stato indicato almeno come una delle concause della morte. Al momento tuttavia il numero ufficiale delle vittime è di 1400 dato che la statistica elaborata dall’ONS è aggiornata solamente fino al 20 marzo scorso: i contagi totali invece sono 22mila, stando agli ultimi dati diffusi dalla BBC mentre, come in Italia e a certificare che tutto il mondo purtroppo è Paese, anche in UK il principale tema di dibattito è la mancanza di equipaggiamenti protettivi per il personale sanitario col premier Boris Johnson finito nel mirino delle critiche per i ritardi negli approvvigionamenti a ospedali e altri istituti di cura. (agg. di R. G. Flore)

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CORONAVIRUS UK: VENDITE RECORD NEI SUPERMERCATI COME A NATALE

L’epidemia da coronavirus ha fatto registrare vendite record nei supermercati del Regno Unito. Vista l’emergenza, sono stati milioni i britannici che si sono riversati negli store del paese per acquistare cibo e fare scorta, e stando a quanto riferisce la Bbc, le vendite avrebbero superato addirittura quelle dopo Natale. Sempre secondo il network inglese, stanno comunque diminuendo gli accaparramenti, e catene come Aldi, Morrisons o Waitrose, hanno annunciato che non verranno più attuate restrizioni sulle quantità di prodotti acquistabili. Intanto continuano ad aumentare le multinazionali che si stanno attivando in favore dell’emergenza, e l’ultima è l’azienda di automobili inglese, Jaguar e Land Rover, che ha deciso di donare ben 160 veicoli in tutto il mondo, di cui 57 alla croce rossa britannica, utili per la consegna di alimentari e medicinali a chi ne ha bisogno. Inoltre il costruttore britannico ha offerto il proprio know-how al governo in materia di ricerca, ingegneria, stampa di modelli 3D, intelligenza artificiale. Infine, sono stati donati materiali e attrezzature protettive al sistema nazionale del Regno Unito. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

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CORONAVIRUS UK, L’ONS RIVEDE LE STATISTICHE: VITTIME IN AUMENTO

Va aggiornato il numero dei morti da coronavirus in Uk, il Regno Unito. Stando a quanto specificato poco fa dai colleghi di Skytg24.it, l’Ons, l’Office for National Statistics, che di fatto è l’equivalente britannico del nostro Istat, ha rivisto in eccesso i numeri forniti dall’Nhs, il sistema sanitario nazionale, inserendone qualche decina in più. Nel numero totale delle vittime sono state infatti aggiunte anche quelle persone che sono morte in casa a causa di infezione da covid-19, e che precedentemente non erano stati conteggiati. L’Ons ha spiegato che i nuovi dati verranno comunicati di settimana in settimana, e l’ultimo dato riguarda lo scorso 20 marzo, visto che la raccolta dei dati è comunque una procedura lunga e non semplice. Stando all’Ons, 11 giorni fa, le vittime da coronavirus in Galles e Inghilterra erano 210, mentre fino a quella data ne erano state ufficializzate solo 170 (nel frattempo poi salite a 1300). La notizia è rilanciata da numerosi tabloid britannici a cominciare dal Guardian. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CORONAVIRUS UK: IL 38% DEI BRITANNICI È IN DEPRESSIONE

Fortunatamente non ha ancora raggiunto cifre spaventose come negli USA, in Italia e in Spagna, ma il Coronavirus nel Regno Unito sta comunque facendo parlare di sé: l’ultimo bilancio aggiornato parla di 22.141 casi e 1408 morti, con 180 decessi registrati nelle ultime ventiquattr’ore (159 in Inghilterra, 14 in Galles, 6 in Scozia e uno in Irlanda del Nord). Intanto, nella giornata di ieri, lunedì 30 marzo 2020, è giunta la notizia che presto gli ospedali britannici riceveranno una fornitura di mille ventilatori polmonari al giorno, con la conferma dei produttori, che hanno annunciato che le tanto agognate (e necessarie) forniture sono quasi pronte per essere spedite. Intanto, mentre il professor Neil Ferguson dell’Imperial College ha offerto un barlume di speranza nella battaglia al Covid-19, dicendo che la diffusione sembra rallentare, la popolazione è stata avvertita del fatto che le rigide limitazioni, imposte per combattere la pandemia, potrebbero essere mantenute per un periodo pari a 6 mesi. Molto dipenderà dall’evoluzione della situazione e da quanto i cittadini si atterranno ad esse.

CORONAVIRUS UK: BRITANNICI IN DEPRESSIONE

L’isolamento e le misure restrittive che il Governo del Regno Unito ha dovuto adottare per via dell’epidemia di Coronavirus ha provocato un notevole incremento del numero di persone che hanno segnalato livelli significativi di depressione e di ansia. Lo rivela una ricerca condotta dagli accademici dell’Università di Sheffield e dell’Ulster University; in particolare, i ricercatori hanno scoperto che martedì 24 marzo – il giorno dopo che il Primo Ministro Boris Johnson ha annunciato il rigoroso blocco a casa – il 38% dei partecipanti allo studio ha riportato una depressione significativa e il 36% era in stato ansioso. Limitazioni che, come detto, sono destinate a protrarsi nel tempo, anche per quanto concerne i trasporti, dal momento che la compagnia British Airways sta sospendendo i voli da e per l’aeroporto di Gatwick: “A causa delle notevoli restrizioni e del difficile contesto di mercato – dichiarano i vertici aziendali –, come molte altre compagnie aeree, sospenderemo temporaneamente il nostro programma di volo a Gatwick”.

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