Coronavirus Uk, 244mila casi, 36mila morti/ L’Ons “Vittime effettive molte di più”

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus Uk, 36mila morti da quando è scoppiata la pandemia nel Regno Unito, ma secondo l’Ons, l’Istat britannico, le vittime sarebbero 45mila

Coronavirus Uk
Lockdown da Coronavirus nel Regno Unito (Foto LaPresse)
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Appuntamento quotidiano con i dati riguardanti l’epidemia di coronavirus in Uk, nel Regno Unito. Come si può evincere dalla mappa della John Hopkins University, il numero delle vittime è cresciuto a quota 36.475 nelle ultime 24 ore, il che significa che i nuovi decessi in più rispetto alla precedente rilevazione sono stati 351. Un dato piuttosto contenuto, anche se non ancora da “Fase 2”, ma comunque in linea con i numeri dei giorni precedenti. Uno studio dell’agenzia Pa basato sulle elAborazioni statistiche dell’Ons, che è di fatto l’Istat della Gran Bretagna, racconta comunque di almeno 45.000 vittime, un po’ come avvenuto recentemente in Italia, dove vi sarebbe una discrepanza fra morti segnalati dalla Protezione civile e vittime “reali” di almeno 20mila unità. Per quanto riguarda gli infetti, invece, da quando è scoppiata l’emergenza si sono portati a quota 244.544, con la curva che resta in flessione nonostante i tamponi eseguiti siano stati più di 140mila, in linea con gli altri giorni.

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Fa discutere la decisione di mettere in quarantena obbligatoria per 14 giorni, tutte quelle persone che entreranno o torneranno nel Regno Unito a partire dal prossimo 8 giugno, anche in assenza di sintomi. Ad annunciare la misura è stato nelle scorse ore il premier Boris Johnson, con l’obiettivo di ridurre i famosi contagi di ritorno, in un periodo in cui gli infetti, come detto sopra, stanno calando. Le guardie alla dogana potranno altresì rifiutare quelle persone che non rispettano le regole, ed inoltre, chi le trasgredirà potrà incappare in una multa fino a 1000 sterline: “Mentre il mondo sta riemergendo da quello che speriamo sia stato il picco peggiore della pandemia – le parole di Priti Pteli, ministra dell’interno, in conferenza stampa – noi dobbiamo guardare alla sicurezza della popolazione britannica e ridurre il rischio di nuovi contagi attraverso i nostri confini. Queste misure mirano ad allontanare la minaccia di una seconda ondata devastante. Sono fiduciosa che la maggioranza delle persone farà la cosa giusta e rispetterà queste misure, ma agiremo contro la minoranza che dovesse mettere in pericolo la sicurezza degli altri”. Reazione negativa da parte della Francia, che ha fatto sapere di deplorare tale decisione, e di essere pronta ad adottare “misure di reciprocità”.

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