CORONAVIRUS USA, 216MILA CASI/ Corsa alle armi: vendute 2 milioni di pistole a marzo

- Alessandro Nidi

Coronavirus Usa, 216mila casi: secondo quanto denunciato dal New York Times, nel mese di marzo sarebbero state vendute due milioni di pistole oltre oceano

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Donald Trump e Mike Pence, coronavirus Usa (LaPresse, 2020)

Negli Stati Uniti è caccia alle armi. Dopo che oltre oceano hanno messo in lockdown numerose città, i cittadini hanno deciso di armarsi per proteggersi. In totale gli americani hanno acquistato due milioni di pistole nel solo mese di marzo, una cifra record, seconda solamente a quanto registrata nel 2012 dopo la famosa strage di Sandy Hook e quando l’allora presidente Barack Obama minacciò restrizione sulla vendita delle armi. A fornire questi dati, decisamente preoccupanti, è l’autorevole New York Times, che ha appunto notato una forte correlazione fra la vendita di pistole e l’aumentare dell’epidemia da coronavirus. Nel frattempo la Cina ha puntato nuovamente il dito nei confronti della nazione a stelle e strisce, accusandola di addossarle la colpa dell’epidemia. Una reazione che giunge dopo che è circolata la notizia secondo cui l’intelligence americana ritiene che la Cina abbia nascosto il reale numero di morti e infetti da covid-19. “Sono commenti senza vergogna e immorali”, le parole del portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying. Infine da segnalare un aumento record delle richieste di sussidi di disoccupazione negli States, ben 6.6 milioni in più nelle ultime settimane, un dato che va contro ogni previsione pessimistica. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CORONAVIRUS USA: DECEDUTO BIMBO DI 6 SETTIMANE

La marcia del Coronavirus negli USA non conosce, purtroppo, battuta d’arresto e ha fatto segnare, nella giornata di ieri, mercoledì 1° aprile, un nuovo e decisamente poco invidiabile primato: il numero dei casi complessivi ha infatti infranto il muro dei 200mila contagi, attestandosi a quota 215.344, con 5.112 persone decedute. A proposito di chi non ce l’ha fatta: anche sotto quest’aspetto è stato stabilito un record, con più di 900 vittime in sole 24 ore, fra cui vi è anche un bambino di appena 6 settimane. Nel frattempo, ulteriori dati hanno dimostrato che le persone senza sintomi stanno alimentando la diffusione del Covid-19: per questa ragione i massimi funzionari statunitensi stanno discutendo fra loro per stabilire con esattezza se l’intera popolazione debba munirsi di mascherina e indossarla costantemente quando si trova fuori casa. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (che starebbe nuovamente meditando su quest’aspetto), non è necessario tenere la bocca coperta se non si è un paziente infetto o un operatore sanitario.

CORONAVIRUS USA: 1 PAZIENTE SU 4 È ASINTOMATICO

Un dettaglio che sorprende, relativo sempre all’epidemia di Coronavirus negli USA, è relativo a una statistica emersa da alcune indagini, secondo la quale un americano su 4 tra i positivi al Covid-19 (dunque il 25% degli infetti) è asintomatico, come confermato dal direttore del Center for Disease Control and Prevention, il dottor Robert Redfield. “L’informazione che ora abbiamo praticamente sicura è che un numero significativo di individui infetti rimane in realtà asintomatico. Potrebbe essere addirittura il 25%” e gli Stati Uniti d’America, peraltro, non sono gli unici ad aver evidenziato tale aspetto: anche in Islanda vi è un’elevata percentuale di pazienti che non presenta sintomi, addirittura pari al 50%. Intanto, anche il dottor Redfield ha annunciato che i funzionari sanitari del governo stanno riconsiderando l’utilizzo delle maschere facciali da parte di tutti e il dottor Anthony Fauci, ormai celebre per essere il consulente di riferimento per il presidente Donald Trump, ha detto che, se ci sarà un numero sufficiente di maschere per tutti, “raccomanderemo agli americani di indossarle in ogni circostanza”.

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