Coronavirus, vaccino BCG allo studio/ Venne usato contro la tubercolosi 100 anni fa

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus, vaccino BCG allo studio in Australia: alcuni ricercatori hanno deciso di applicare quella cura al covid-19, sperando di avere successo

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Vaccini (LaPresse)
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Sono numerosi i vaccini in via di elaborazione in tutto il mondo per contrastare l’epidemia da coronavirus. Fra i tanti in sperimentazione ve ne è anche uno vecchio di un secolo, utilizzato un centinaio di anni fa per combattere la tubercolosi. Come riportato da Sciencemag, migliaia di medici e infermieri in Australia si stanno sottoponendo a questa “cura”, per appunto evitare di essere di infetti dal covid-19. Nel dettaglio, “l’esperimento” è in corso in quel del Murdoch Children’s Research Institute di Melbourne, dove i ricercatori stanno studiando il vaccino Bacille Calmette-Guerin o BCG, processo già approvato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo studio diretto dal professor Nigel Curtis, dimostra come il BCG riduca il livello di infezione in persone che in precedenza sono state infette da virus molto simili appunto al covid-19. La sperimentazione durerà sei mesi e coinvolgerà ben 2000 operatori sanitari in tutta Australia.

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CORONAVIRUS, VACCINO BCG SOMMINISTRATO ANCORA OGGI A 130 MLN DI BAMBINI

Il BCG è stato utilizzato per la prima volta nel 1921, somministrato ai neonati per contrastare la tubercolosi. All’epoca venne considerata una mossa rivoluzionaria in quanto salvò milioni di persone destinate, senza il vaccino, a morte certa. Guai a pensare comunque che il Bacille Calmette-Guerin, sia finito nel dimenticatoio, in quanto ancora oggi viene somministrato a ben 130 milioni di bambini ogni anno, in quanto, come ampiamente dimostrato, permette di rafforzare l’immunità di prima linea, e di rispondere ai germi con grande vigore. L’Australia spera di ottenere risposte positive dall’utilizzo del BCG nel giro dei prossimi tre masi, e in caso di esito soddisfacente, la sperimentazione verrà estesa ad altri medici. C’è da dire che, a differenza di quanto sta accadendo nell’emisfero settentrionale, dove le nazioni sono appena entrate nella primavera e si avviano verso l’estate, l’Australia affronterà il coronavirus nelle stagioni fredde e dell’influenza, e ciò potrà fornire maggiori dati ai vari ricercatori.

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