Coronavirus, Vicenzi (San Raffaele)/ “Da giugno inizieremo a tornare alla normalità”

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus, parla Elisa Vicenzi, capo ricerca in Patogeni Virali e Biosicurezza dell’ospedale San Raffaele di Milano: “Da giugno forse torneremo alla normalità, ma sarà graduale”

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(LaPresse)

Il capo Unità di ricerca in Patogeni Virali e Biosicurezza dell’ospedale San Raffaele di Milano, Elisa Vicenzi, torna ospite presso il programma di Rai Radio 2, “I Lunatici”, noto show radiofonico in onda tutte le notti da lunedì al venerdì, e condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. “Il virus non si sta indebolendo dal punto di vista genetico – esordisce la virologa – non dobbiamo assolutamente mollare, se molliamo adesso non va bene, quello che stiamo facendo è giusto, i sacrifici che stiamo facendo sono indispensabili”. Difficile quindi fare previsioni a breve-medio termine, a cominciare dal rispondere alla domanda che molti si stanno ponendo in queste settimane: cosa accadrà in estate? “Non ho una risposta. Aprile sarà ancora un mese difficile, verso maggio potremo forse iniziare a vedere una via d’uscita. Bisogna preparare un piano di rientro alla normalità. Non si potrà poi aprire tutto improvvisamente, ci sarà poi una esplosione di persone fuori a festeggiare, e magari non sarà ancora tutto finito. Bisognerà tornare alla normalità in maniera graduale. Mi auguro che potrà accadere a giugno, luglio”.

CORONAVIRUS, VICENZI: “TRUMP E’ UN PAZZO”

Quasi impossibile quindi riaprire tutto subito, come si è auspicato più volte il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: “E’ un pazzo – dice senza troppi giri di parole l’esperta del San Raffaele – nei suoi incontri è sempre accompagnato dal prof. Anthony Fauci, una figura chiave. C’è una foto in cui si vede la mano del prof. Fauci sul viso, come a dire mamma mia cosa ha detto. Io mi fido di quello che dice il prof. Fauci e spero tanto che anche Trump si vidi di lui. E’ in ottime mani, è un personaggio di una statura veramente mondiale”. L’intervista si chiude sull’alta letalità del virus in Italia, un fatto più unico che raro, anche se la Spagna sembra stia seguendo le triste orme del Belpaese: “Non possiamo ancora dire se in Italia il virus uccide di più – non si sbilancia la dottoressa Vicenzi – ci mancano i numeri delle persone infettate perché il tampone viene eseguito solamente sulle persone che vengono ricoverate in ospedale ed hanno quindi dei sintomi importanti”.

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