Coronavirus, violenze polizia per fermare contagi/ Kenya, “Punizioni corporali e….”

- Raffaele Graziano Flore

Coronavirus, in Africa la polizia usa la violenza per fermare i contagi. Video: in Kenya lacrimogeni e bastonate in strada. “Punizioni corporali” per far rispettare il coprifuoco serale

Coronavirus, in Africa la polizia usa la violenza per fermare il contagio
Coronavirus, in Africa la polizia usa la violenza per fermare il contagio (YouTube, 2020)
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In piena pandemia da Coronavirus stanno facendo discutere le misure adottate da alcuni Stati per cercare di contenere il contagio e costringere i cittadini a rispettare le nuove norme in vigore: tuttavia in alcuni Paesi dell’Africa la Polizia ha cominciato a ricorrere alle maniere forti e le immagini che arrivano nelle ultime ore da Kisumu, città portuale del Kenya e ubicata nell’omonima regione, fanno discutere: infatti in alcuni video apparsi online si vede come le forze dell’ordine facciano ricorso a un uso francamente eccessivo della violenza per far sì che le persone rispettino le norme di distanziamento sociale. In Kenya le nuove norme sono in vigore solo dallo scorso 27 marzo ed è stato imposto anche il coprifuoco: tuttavia in una clip si vede come alcuni agenti sparino dei lacrimogeni ad altezza d’uomo e, con delle squadre che girano per la città su delle camionette militari, prendono a bastonate chiunque gli capiti a tiro dopo le 19 di sera.

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CORONAVIRUS, AFRICA: POLIZIA USA LA VIOLENZA PER FERMARE IL CONTAGIO

Dovendo fornire delle spiegazioni in merito, il Ministro dell’Interno kenyota ha trovato il modo di giustificare questi raid serali della polizia spiegano che le persone che si assembravano per le strade di Kisumu rappresentano “un pericolo per la salute pubblica” (nonostante alcune si trovassero semplicemente in attesa dei mezzi di trasporto nelle stazioni adibite a quest’uso) e non commentando i metodi brutali utilizzati a volte dai militari. Critiche sono arrivate ad ogni modo non solo dalla stampa internazionale ma pure dall’ordine dei medici del Paese africano che hanno fatto notare come, al di là di eventuali trasgressioni delle norme, non sono certo previste dal codice penale delle “punizioni corporali” o altri abusi da parte delle forze dell’ordine mentre cercano di disperdere gli assembramenti. Ad ogni modo episodi simili si registrano pure in Nigeria e in Sudafrica dove il Governo ha mobilitato pure 3000 soldati a sostegno degli uomini della Polizia locale.



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