Cos’è paradosso dei più ricoveri tra vaccinati/ Iss: “Prova che vaccini funzionano”

- Silvana Palazzo

Cos’è il paradosso dei più ricoveri tra vaccinati e perché dimostra che i vaccini Covid funzionano: la spiegazione dell’Istituto superiore di sanità per fare chiarezza

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(LaPresse)

In ospedale ci sono davvero più pazienti vaccinati che non immunizzati. Non deve sorprendere, l’Istituto superiore di sanità lo definisce “un paradosso”. Negli ultimi 30 giorni gli over 80 ricoverati senza vaccino sono stati 125, invece quelli con ciclo completo 128. La prima impressione è che i vaccini non siano efficaci, ma gli over 80 vaccinati sono il 90%, sono quindi 9 volte più numerosi dei non vaccinati. Come spiega l’Iss, con gli alti livelli di copertura si crea questo effetto paradosso per il quale il numero assoluto di infezioni, ricoveri e morti può essere simile tra vaccinati e non vaccinati. D’altra parte, il tasso di ospedalizzazione negli ultimi 30 giorni nei non vaccinati è circa 10 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo (28 contro 3 ogni 100mila abitanti). Per dirla in maniera ancor più chiara, considerando che anche se vaccinati ci si può contagiare, se il 100% della popolazione fosse immunizzata, il 100% dei casi di coronavirus si registrerebbero fra i vaccinati.

ISS SPIEGA IL PARADOSSO DEI VACCINATI

I vaccini non proteggono il 100% dei vaccinati: attualmente col ciclo vaccinale completo protegge all’88% dall’infezione, al 94% dal ricovero in ospedale, al 97% dal ricovero in terapia intensiva e al 96% da morte. Per questo bisogna mettere in conto un numero limitato di casi di infezione, ricoveri e decessi anche tra i vaccinati, ma in numero sempre più basso se confrontati a quelli che si verificano tra i soggetti non vaccinati. «Con l’aumentare della copertura vaccinale decresce il numero dei casi proprio per l’efficacia della vaccinazione: questo comporta che i pochi casi tra i vaccinati possano apparire proporzionalmente numerosi». Quindi, in gruppi di popolazione con copertura vaccinale molto alta, «la maggior parte dei casi segnalati si potrebbe così verificare in soggetti vaccinati, solo perché la numerosità della popolazione dei vaccinati è molto più elevata di quella dei soggetti non vaccinati». Ed è questo il paradosso che emerge perché «i sistemi di sorveglianza non rendono evidenti i casi di malattia evitati dalla vaccinazione ma fanno emergere solo quelli che si ammalano malgrado la vaccinazione».

“FERMARE CIRCOLAZIONE CORONAVIRUS”

I dati vanno letti, quindi, correttamente per evitare di far confusione. Conta ad esempio l’incidenza, intesa come il rapporto tra il numero dei casi e quello della popolazione. Guardandoli in quest’ottica, i dati ribadiscono quanto la vaccinazione sia efficace. A chiarirlo è l’Istituto superiore di sanità (Iss) con un comunicato pubblicato sul proprio sito web «per evitare preoccupazioni e perdita di fiducia nella vaccinazione». L’Istituto superiore di sanità ha quindi ribadito che il vaccino, se somministrato con l’intero ciclo, è efficace nel proteggere la popolazione. «Tuttavia, va ricordato che più il virus circola, ad esempio, per una copertura vaccinale non ottimale in tutte le fasce di età e/o per il non rispetto delle restrizioni, maggiore è il rischio che il virus venga trasmesso a soggetti a rischio di malattia severa anche se vaccinata e favorire il fenomeno della comparsa di nuove varianti».



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