Covid, cresce anche disabilità tra guariti/ Studio: 20% costretto a cambiare lavoro

- Silvana Palazzo

Covid, studio Uk su impatto su salute fisica e mentale: in crescita depressione e disabilità tra guariti. Ma le conseguenze sono anche sociali: 20% costretto a cambiare lavoro

sotto Variante delta Covid in Uk
Covid-19 in Gran Bretagna (LaPresse)

Che impatto ha il Covid sulla salute fisica e mentale e sul lavoro dopo il ricovero in ospedale? Una domanda a cui finora non era stata data una risposta chiara. Uno studio era stato condotto solo a Wuhan, in Cina, dove è emerso che il “peso” della malattia persiste per sei mesi, con il 63% delle persone esaminate che sperimenta stanchezza persistenze e il 23% che invece ha a che fare con sintomi di ansia e depressione. Ma molto restava da chiarire. Ora però c’è un nuovo studio, il più grande condotto finora in Gran Bretagna. Uno studio multicentrico di follow up a lungo termine di adulti dimessi dall’ospedale con diagnosi clinica di Covid, che prevede una loro valutazione tra 2 e 7 mesi dalla dimissione, oltre che la registrazione dettagliata di sintomi e test fisiologici e biochimici, nonché un confronto con le loro condizioni prima dell’infezione. La ricerca, che è stata pubblicata giovedì su Lancet Respiratory Medicine, conferma che «un grande carico di sintomi persiste a 5 mesi dalla dimissione», ma evidenzia anche «una proporzione sostanziale di sopravvissuti che riportano una nuova disabilità e l’interruzione del lavoro».

Ancor più preoccupante è il fatto che «ci sono meccanismi sottostanti che causano gravi menomazioni mentali e fisiche, indipendenti dal grado di lesione polmonare acuta e potenzialmente correlati a infiammazione sistemica persistente». Da qui l’appello dei ricercatori a personalizzare le cure e ampliare l’accesso per migliorare la salute mentale, fisica e cognitiva delle persone che si ritrovano a dover convivere con questi problemi dopo il Covid.

IMPATTO COVID SU SALUTE FISICA E MENTALE: STUDIO UK

Questo studio fa riferimento a 1.077 persone dimesse tra il 5 marzo e il 30 novembre 2020, con età media di 58 anni, di cui 540 con almeno due comorbidità. Con il follow-up è emerso che la maggior parte dei pazienti non aveva recuperato completamente e il 20% di loro aveva una nuova disabilità. I due terzi che lavoravano prima del ricovero in ospedale hanno cambiato status lavorativo, soprattutto a causa delle loro condizioni di salute. Il mancato recupero completo è associato di più alle donne. Gli effetti peggiori li hanno sofferti coloro che per il Covid erano stati sottoposti alla ventilazione meccanica, ma disturbi come dispnea, affaticamento, dolore, ansia e depressione non sono associati alla gravità della malattia. I meccanismi in effetti non sono affatto chiari. L’eterogeneità del deterioramento cognitivo tra i cluster osservati, l’impatto del Covid e il suo effetto sulla risposta immunologica richiedono una maggiore comprensione dei possibili meccanismi sottostanti.

Interessante è anche il fatto che la condizione lavorativa è cambiata per un paziente su cinque, e una percentuale simile ha subito un cambiamento di occupazione legato alla salute. Questo impatto sull’occupazione era più marcato nel gruppo che aveva richiesto la ventilazione meccanica. Questo studio ha diversi limiti, a partire dal campione di pazienti, il cui numero è piccolo. Nonostante ciò, «l’entità dell’impatto della salute fisica e mentale è sostanziale dopo il ricovero per COVID-19».

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