Covid, nessuna mutazione durante 2a ondata/ Studio inglese “Ottime nuove per vaccino”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il covid non sarebbe mutato durante la seconda ondata: lo si apprende da un importante lavoro di ricerca effettuato dall’University College di Londra

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Foto Claudio Furlan (LaPresse)

Un importante studio inglese ha evidenziato come il covid non abbia subito alcuna mutazione con la seconda ondata, una buona notizia in particolare per il vaccino. A sentenziarlo sono stati i genetisti dell’University College di Londra, che di fatto hanno smentito l’ipotesi descritta sul magazine Science poco tempo addietro. Negli ultimi mesi numerosi studiosi e ricercatori si sono concentrati sul Sars-CoV-2, ed in particolare su quello circolante durante la seconda ondata, indicativamente da settembre ad oggi, che sembra fare meno danni ma diffondersi più velocemente. Vi era quindi il sospetto che il covid fosse in qualche modo mutato da gennaio a settembre: «È stata probabilmente la causa della violenza della seconda ondata – le parole di Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della Sanità, riportate dal Corriere della Sera, in merito alla mutazione – il coronavirus mutato si ri-trasmette a una rapidità che lascia attoniti. La mutazione a febbraio si stava affacciando in Italia, ora è diventata prevalente proprio perché offre al virus un vantaggio competitivo, dandogli velocità di propagazione».

COVID, NESSUNA MUTAZIONE: “NOTIZIE SUL FRONTE VACCINO SONO OTTIME”

«La comunità scientifica – spiega invece Antonino Caro, direttore del laboratorio di microbiologia dell’istituto Lazzaro Spallanzani – sta monitorando l’evoluzione dell’agente infettivo e è soggetto a mutazioni. Qualcuna di esse potrebbe diventare stabile e favorirlo ad esempio nell’introdursi nella cellula, però siamo nel campo delle ipotesi. In ogni caso queste eventuali mutazioni non compromettono l’efficacia del vaccino. Non c’è nessun allarme». Ma come detto sopra, il lavoro firmato dall’University College of London ha di fatto sbugiardato la teoria della possibile mutazione; dopo aver analizzato i genomi virali di 46.723 persone infette provenienti da 99 paesi diversi, i ricercatori hanno appunto osservato che le mutazioni più comuni non hanno praticamente alcun effetto sulla trasmissibilità, di conseguenza, si tratta di buone notizie per il vaccino. «Le notizie sul fronte vaccini sono ottime – dice Francois Balloux dell’Ucl Genetics Institute – siamo fiduciosi che saremo in grado di segnalare prontamente le mutazioni».

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