“Covid, primo calo dopo 2 mesi: -12,5%”/ Gimbe “sì obbligo vaccini, politica decida”

- Andrea Murgia

L’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe evidenzia un calo di contagi in Italia dopo 9 settimane. Cartabellotta: “Immunità di gregge resta una chimera”

Gilberto Corbellini
Hub vaccinale (LaPresse)

Secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe, calano i casi di Covid in Italia per la prima volta nelle ultime nove settimane: nel periodo che va dal primo al 7 settembre, i nuovi contagi segnano infatti un -12,5% (da 45.134 a 39.511). “Per la prima volta da fine giugno diminuiscono i nuovi casi settimanali sia come numeri assoluti che come media mobile dei casi giornalieri che si attesta a 5.644”, ha spiegato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione. Scendono anche i casi attualmente positivi (133.787 contro 137.925, -4.138, pari a -3%) e le persone in isolamento domiciliare (128.917 contro 133.129, -4.212, pari a -3,2%), ma aumentano del 13,9% i decessi (417 rispetto ai 366 precedenti).

Sono 4,1 milioni gli over 50 che non hanno ancora completato il ciclo vaccinale: tra questi 3,16 milioni non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose. “Raggiungere l’immunità di gregge resterà una chimera” ha detto Cartabellotta. “Non esistono i presupposti epidemiologici per la cosiddetta immunità di gregge, in grado di proteggere i non vaccinati grazie a un’elevata percentuale di persone non più suscettibili al contagio, perché vaccinate o guarite. Al momento, infatti, nessun vaccino è approvato per i soggetti sotto i 12 anni, pari oltre 5,8 milioni di persone, e tra questi il virus continua a circolare. Inoltre i vaccini approvati non conferiscono un’immunità totale contro il virus e anche chi è vaccinato ha una probabilità, seppure molto più bassa, di infettarsi e trasmettere il virus“.

GIMBE: “CI SONO TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER ISTITUIRE OBBLIGO VACCINALE”

I casi di Covid diminuiscono per la prima volta dopo nove settimane secondo Gimbe, dunque, ma in Italia restano differenze tra le varie regioni per quanto riguarda la campagna di vaccinazione. A proposito dell’obbligo vaccinale, Gimbe ha ricordato che i vaccini sono molto validi nell’offrire “una protezione individuale da malattia grave o decesso, in particolare per gli over 50” e nel “ridurre al minimo la circolazione virale. Visto che quest’obiettivo è oggi basato su robuste evidenze, spetta alla politica scegliere la strategia con cui raggiungerlo: dal punto di vista scientifico tutte le carte sono in regola per istituire l’obbligo vaccinale“.

Nell’ultima settimana, secondo la Fondazione Gimbe, solo tre regioni hanno avuto un aumento di nuovi casi. Sono le 63 le province che presentano un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Emilia-Romagna, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria tutte le province raggiungono o superano la soglia. In sette province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Siracusa (231), Messina (189), Ragusa (170), Trapani (170), Catania (165), Prato (164) e Caltanissetta (159).

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