Covid, risposte alle domande frequenti/ Positivi, asintomatici, tamponi e indice Rt

- Raffaele Graziano Flore

Covid-19, le risposte alle domande frequenti. YouTrend raccoglie e chiarisce tutti i quesiti più comuni sulla pandemia, fra casi di positività, tipi di test, carica virale, indice Rt e…

Test Coronavirus
Coronavirus (Foto: Pixabay, 2020)

Quali sono le domande e i dubbi più comuni a proposito del Covid-19 e della pandemia causata dal virus Sars-CoV-2 a oramai alcuni mesi dall’inizio dell’emergenza che accompagnerà il mondo anche nei primi mesi del 2021? Il portale italiano di YouTrend che da anni si occupa di rilevazioni, sondaggi e analisi ha messo assieme le 18 domande più frequenti in merito alla pandemia da Coronavirus fornendo risposte chiare e anche un focus su quella terminologia entrata nel lessico di tutti i giorni nonché nelle cronache giornalistiche. Ma andiamo con ordine: innanzitutto si chiarisce meglio il concetto relativo ai nuovi casi di positività (rilevati tramite tampone molecolare) e chi sarebbero attualmente le persone positive (ospedalizzate o in isolamento domiciliare, numero che si ottiene togliendo dai casi totali dall’inizio dell’epidemia le persone guarite/dimesse e decedute) citando i report della Protezione Civile. YouTrend ricorda anche come sia errato pensare che l’incremento dei casi totali sia dato dal numero di nuove persone positive più la variazione dei dimessi/guariti.

COVID-19, LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU’ FREQUENTI

Tra le domande del focus (consultabile integralmente a questo link) è interessante quella relativa ai casi rilevati da attività di screening (dato fornito dalla Protezione Civile a partire dal 25 giugno) e quelli “identificati dal sospetto diagnostico”, vale a dire rispettivamente quelli individuati da indagini e test a livello nazionale/locale (scuole, aziende, campagne pubbliche) e quelli che fanno riferimento ai tamponi positivi eseguiti in attività cliniche. A proposito dei diversi stati clinici viene fornita una tabella (fonte: Istituto Superiore di Sanità) che spiega le differenze tra paziente asintomatico, pauci-sintomatico, lieve, severo, critico e guarito.

Inoltre si esplica meglio la differenza tra “guarito clinicamente” e “guarito virologicamente”, con la prima che indica chi non ha più i sintomi tipici della malattia ma è positivo al tampone e la seconda certificata invece da un doppio tampone negativo in 24 ore. Questo perché in Italia è necessario eseguire un doppio tampone per essere guariti a differenza dell’aggiornamento delle linee guida dell’OMS, scelta facoltativa da Paese a Paese. Inoltre alla domanda se gli asintomatici possano essere contagiosi YouTrend risponde sì senza esitazioni citando fonti dell’OMS e ricordando che i positivi asintomatici potrebbero essere “presintomatici”, ovvero non hanno ancora manifestato sintomi al momento della diagnosi.

I CHIARIMENTI SU INDICE RT, CASI IMPORTATI E LA CARICA VIRALE

Oltre alla domanda su quali siano le differenze fra tampone nasofaringeo, test sierologico (verifica la presenza di anticorpi prodotti dal sistema immunitario) e test rapido (test antigenico basato sulla rilevazione di proteine virali), interessante è la disamina sugli indici R0 e Rt: il primo è il numero di riproduzione di base ovvero il numero medio di infezioni prodotte da ciascun individuo infetto, mentre il secondo designa la riproduzione effettiva. Definiti cosa sono i “casi importati” in relazione alla specifica area in considerazione, si spiega inoltre perché, contrariamente a quanto detto da qualcuno, il Covid-19 non ha perso la sua carica virale anche se non è certo escluso che ciò possa verificarsi nei prossimi mesi (si cita la disamina di Domenico Somma, immunologo presso l’Università di Glasgow).

Infine si chiarisce un punto molto dibattuto, ossia perché i decessi notificati non corrispondono effettivamente con quelli odierni e soprattutto da cosa dipenda la variazione dei casi da giorno a giorno e perché: ciò dipende da ritardi di comunicazione, ritardi di due giorni tra prelievo e notifica e altri fattori legati alla rilevazione e recentemente alla scelta di testare coloro che rientravano da Paesi a rischio, indagine spesso eseguita nei fine settimana.

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