Covid “Studio lattoferrina, dati positivi”/ Pregliasco: “Così agiscono i probiotici”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il professor Fabrizio Pregliasco si dice ottimista dopo aver presentato i risultati di uno studio dell’importanza della lattoferrina contro il covid

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Pregliasco a Uno Mattina

Giungono risultati positivi dagli studi sulla lattoferrina come arma contro il covid. Ad annunciarlo quest’oggi è stato il professor Fabrizio Pregliasco, medico dell’istituto Galeazzi di Milano nonché membro della task force anti coronavirus della regione Lombardia, che intervistato dai microfonid ell’Adnkronos ha affermato: “La lattoferrina, una proteina naturale presente nel latte bovino, in combinazione con uno specifico probiotico, Lactobacillus paracasei DG, potrebbe contribuire alla prevenzione del Covid-19 e alleviare i sintomi associati all’infezione. I dati che emergono da uno studio in vitro sulla lattoferrina sono molto interessanti”.

Il virologo dell’Università di Milano, è stato fra gli autori di una ricerca che è stata pubblicata lo scorso agosto sulla rivista Gut microbes. Nello studio realizzato anche dalle università di Padova e di Milano, sono stati indagati gli effetti a livello immunitario e antivirale, e anti covid, di tre ceppi probiotici di Lacticaseibacillus (L. paracasei DG, L. rhamnosus GG, L. paracasei LPC-S01, sia utilizzati da soli quanto insieme alla lattoferrina in vitro, attraverso “una linea cellulare epiteliale intestinale Caco-2 – si legge sull’Adnkronos – che esprime il recettore Ace2”.

PREGLIASCO E GLI STUDI LATTOFERRINA COVID: “IL TRATTO INTESTINALE E’ POTENZIALE CANALE DI INFEZIONE”

L’intestino è uno degli organi bersaglio del covid, supportando la replicazione dello stesso virus. “Il tratto intestinale – ha spiegato a riguardo Pregliasco – potrebbe essere un altro potenziale canale di infezione, e in circa il 17% dei casi i sintomi respiratori sono associati a disordini gastrointestinali. Questi dati suggeriscono che il tratto gastrointestinale potrebbe essere una locazione di attività e replicazione virale”.

Quindi il camice bianco ha aggiunto che i probiotici: “Hanno il potenziale per ridurre la severità delle infezioni nel tratto gastrointestinale e in quello delle alte vie respiratorie”. Il medico ha poi precisatoche tale ricerca è importante ma non rappresenta: “L’alternativa terapeutica a fronte di una esigenza di studi, trial clinici e di tutti gli approfondimenti del caso. Come avevo già visto per altri probiotici, però, viene confermato il loro utilizzo come coadiuvanti in termini di prevenzione e rinforzo delle difese immunitarie” .



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