Covid, studio UK “Rischio basso bimbi”/ “Dati incoraggianti anche con variante Delta”

- Raffaele Graziano Flore

Covid, nuovo studio UK sugli under 18 conferma: “Rischio estremamente basso per i bimbi”. Ricoveri in ospedale rari e pochi pazienti nelle ICU: “Dati incoraggianti anche con variante Delta”

Covid-19, "rischio basso" per i bambini serbatoi
Covid-19, "rischio basso" per i bambini (Web, 2021)

Nei bambini il rischio di contrarre una forma grave del Covid-19 o di morire è estremamente basso: negli ultimi tempi nuovi studi ‘made in UK’ sono arrivati da corroborare questa tesi e, anche se l’attenzione va tenuta sempre alta e in tutto il mondo ci si avvia alla immunizzazione della popolazione infantile anche solo semplicemente per evitare che i più piccoli diventino portatori del virus Sars-CoV-2, alcuni dati che arrivano dal Regno Unito sembrano molto confortanti a riguardo. Vediamo di seguito quali sono i nuovi dati a riguardo.

Una nuova analisi dei dati relativi alla pandemia da nuovo coronavirus oltre Manica, e basati su un arco temporale di 12 mesi, mostrano infatti come siano 25 i bambini sotto i 18 anni deceduti per cause “Covid-related”: quelli più a rischio sono stati ovviamente i pazienti affetti da malattie croniche e forme di neuro-disabilità, ma lo studio di un gruppo consultivo sui vaccini in UK ha confermato che il rischio complessivo è rimasto sempre basso. I ricercatori dello University College di Londra, assieme ai colleghi degli atenei di Bristol, York e Liverpool hanno anche affermato che i loro studi al momento rappresentano lo stato dell’arte in materia, scoprendo alcuni dati interessanti in relazione al contagio dei minori.

UK, “BASSO RISCHIO COVID-19 PER I BAMBINI”: I DATI DELL’ULTIMO ANNO

Stando infatti allo studio sopra citato, la maggior parte (15) dei pazienti giovani che sono deceduti a causa del Covid-19 avevano patologie pregresse o condizioni di vita limitanti, compresi 13 bambini affetti da neuro-disabilità complesse; sei invece non avevano patologie conclamate negli ultimi cinque anni, anche se in tal caso i ricercatori hanno posto l’accento su alcune malattie probabilmente ‘dimenticate’ in questo arco di tempo. Leggendo ancora i dati forniti da questo studio britannico, si apprende che altri 36 giovanissimi pazienti avevano un test al SARS-CoV-2 positivo al momento della morte, anche se il decesso sarebbe riconducibile ad altre cause. Gli stessi ricercatori stimano che 25 decessi in una popolazione infantile che a quelle latitudini è di circa 12 milioni implica che il tasso di mortalità è di circa due per milione di bambini. In attesa di nuovi dati e altri studi che corroborino la comunque importante ricerca condotta dai sopra menzionati atenei britannici, a confortare maggiormente è soprattutto il dato relativo alla ospedalizzazione dei più piccoli.

Infatti nel loro caso i ricoveri sono molto rari come pure la necessità di essere curati nelle ICU (Intensive Care Unit, vale a dire le terapie intensive). Considerando tutti i bambini e giovanissimi che fino a febbraio 2021 (dead line temporale per l’analisi dei dati in questione) hanno avuto bisogno di un ricovero ospedaliero di emergenza, è emerso come 5.800 bimbi sono stati ricoverati per un contagio rispetto ai circa 367.600 per altre emergenze, lesioni escluse. Solo 250 hanno avuto bisogno di cure intensive mentre 690 avevano come diagnosi quella di una rara condizione infiammatoria legata al Covid, chiamata sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica (PIMS-TS). Inoltre i ricercatori in questione, pur confermando l’importanza di una campagna di vaccinazione la più ampia possibile e soprattutto per alcuni gruppi di bambini che ne trarrebbero beneficio, aggiungono che “anche se tali dati coprono fino a febbraio 2021, questo non è cambiato recentemente con la variante Delta, quindi speriamo che questi dati siano rassicuranti per i giovani e le loro famiglie”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA