Crisanti, “Green pass non crea ambienti sicuri”/ “Farlo credere è fake news Governo”

- Raffaele Graziano Flore

Andrea Crisanti, “Il green pass non crea ambienti sicuri: è un incentivo a vaccinarsi, ma far credere che avendolo si sia al sicuro è una fake news. Immunità di gregge? Impossibile”

Andrea Crisanti
Andrea Crisanti (Otto e Mezzo, 2021)

Il green pass? Giusto introdurlo ma attenzione agli annunci: a sostenerlo è Andrea Crisanti che, in un’intervista concessa di recente a ‘il Fatto Quotidiano’ mette in evidenza luci e ombre del lasciapassare sanitario per chi si è vaccinato, mettendo nel mirino quella che sarebbe a suo dire una fake news nella comunicazione che fa l’esecutivo. “E’ giusto utilizzare il lasciapassare come un incitamento alla vaccinazione” precisa innanzitutto il docente di Microbiologia presso l’Università di Padova nonché divulgatore scientifico, mettendo però in guardia sul dare annunci fuorvianti o illusioni di sicurezza alla popolazione.

“Per me è sbagliato fare intendere che, avendolo, addirittura dopo una sola dose di vaccino si sia al sicuro, che ne so in un ristorante al chiuso con centro persone…” continua Crisanti nella breve intervista concessa alla testata diretta da Marco Travaglio. “Il Governo Draghi sul green pass mente e lo fa in modo pericoloso (…) dire che creiamo ambienti sicuri è una fake news bella e buona” è l’opinione del diretto interessato, tornando poi sul tema della immunità di gregge e ricordando di averci visto giusto molto tempo fa. “Che l’immunità di gregge fosse impossibile mi era già chiaro da tempo, adesso ne abbiamo la certezza” afferma Crisanti, spiegando che il vero lato positivo dell’introduzione del green pass, a suo dire, è quello di aumentare la percentuale dei vaccinati e quindi di fungere come una sorta di incentivo.

CRISANTI, “GREEN PASS INCENTIVO A VACCINARSI, MA E’ SBAGLIATO FAR CREDERE CHE…”

Insomma, per Andrea Crisanti le criticità legate al green pass sono soprattutto legare alle modalità di comunicazione e alle illusioni instillate nella popolazione. “Attenzione, non è una misura di sanità pubblica come viene fatta passare” ammonisce poi il microbiologo sempre dalle colonne del ‘Fatto’, spiegando anche i motivi per cui dietro il green pass si nasconda l’ipocrisia del Governo Draghi. “Io non sono contrario all’utilizzo del green pass in senso lato” puntualizza Crisanti, “basta chiamarlo per quello che è (…) Se uno Stato vuol fare rispettare la legge deve comminare sanzioni molto chiare, ma non può mentire”.

E per spiegare come la comunicazione sia fuorviante, il diretto interessato porta un esempio pratico: “Abbiamo visto come con una sola dose di vaccino, SARS-CoV2 e in particolare la variante Delta siano perfettamente in grado di contagiare, cosa che peraltro può avvenire, anche se in misura minore, pur con due dosi addirittura”. Poi, ricollegandosi al discusso tema delle sanzioni per chi non rispetta l’obbligo del green pass quando richiesto, aggiunge: “Anche per queste mi pare si propenda per la faccia feroce a cui raramente seguono i fatti” attacca, prima di commentare un’affermazione del collega Massimo Galli, secondo cui gli anticorpi dovrebbero essere monitorati in merito alla necessità o meno di fare il terzo richiamo vaccinale. “Non sono del tutto d’accordo, perché non abbiamo una misura-correlato di protezione, cioè che indichi la soglia minima dell’immunità (…) Certo a buon senso più anticorpi hai più stai tranquillo, di certo più del solo possesso del green pass” è la chiosa.

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