Crisanti: “Green pass via dopo 85% immunizzati”/ “Ma lo Stato deve dirlo”

- Davide Giancristofaro Alberti

Andrea Crisanti, in collegamento con il programma di La7, Piazzapulita, convinto che bisognerebbe togliere il Green pass raggiunta una certa soglia di vaccinati

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Crisanti a Piazzapulita

Secondo il direttore del dipartimento di microbiologia dell’università di Padova, Andrea Crisanti, il green pass andrebbe abolito al raggiungimento di una precisa soglia di vaccinati con doppia dose. Lo ha spiegato lo stesso ieri sera, ospite in collegamento con il programma di La7, Piazzapulita. “Il green pass è nato con ottime intenzioni – ha raccontato Crisanti in diretta televisiva – e come uno strumenti per indurre le persone a vaccinarsi, e penso che abbia avuto un effetto positivo: ‘Italia ha raggiunto l’82 per cento di vaccinati che è una percentuale fra le più elevate del mondo. Ad un certo bisogna anche capire qual è la funzione del green pass, non è uno strumento di sanità pubblica, non ci rende al 100 per cento sicuri, anche perchè la protezione si abbassa nei mesi dopo la vaccinazione, e questo è un varco in cui si fanno strada tutte le argomentazioni contro il vaccino e il green pass”.

Secondo Crisanti la strada da percorrere sarebbe quella della chiarezza, o meglio, comunicare l’obiettivo e una data entro cui lo stesso green pass si potrebbe levare: “Bisognerebbe dare un obiettivo a tutti – ha spiegato – raggiungiamo l’85/88 per cento di immunizzati, la soglia di protezione, e vediamo se dobbiamo levarlo o mantenerlo. Io credo che fra l’83 e l’84 per cento si dovrebbe raggiungere una situazione abbastanza stabile, e poi noi rispetto agli altri paesi ci siamo vaccinati tardi quindi siamo molto più protetti di inglesi e israeliani ad esempio. La cosa buona è che abbiamo iniziato le terze dosi: quindi mettiamo un obiettivo, arriviamo all’85 per cento e poi si trova una soluzione, io non credo che il 15/18 per cento di italiani sia di Forza Nuova, e in ogni caso non si raggiungerà mai il 100 per cento”. Andrea Crisanti ha ribadito il suo concetto: “Però che lo dicessero, così ci danno un obiettivo e si vede la fine, perchè io credo che questo sia il vero problema. Bisogna avere un po’ di rispetto per la paura delle persone, alcuni l’hanno vinta e si sono vaccinati, e poi ci sono anche coloro che hanno problemi psicologici, sono tantissime le persone che soffrono d’ansia, non sottovalutiamo questa cosa”.

CRISANTI: “NUOVE VARIANTI DOPO LA DELTA? SPERO DI NO…”

Formigli incalza Crisanti sui possibili tamponi gratis, e il microbiologo replica: “I tamponi gratis per i no vax non sono una cosa corretta, ma se le aziende vogliono pagare i tamponi lo facciano pure”. Sul portare la validità del tampone da 48 a 72 ore: “Se aumentiamo la durata del tampone creiamo un artificio, aggiungiamo un elemento di confusione e poca chiarezza”.

E ancora: “Non mi va di pagare il tampone a chi non si vaccina ma se lo paga l’azienda son fatti loro. Molte aziende per evitare conflitti sono disposti a pagarlo”. Infine, su possibili nuove varianti più pericolose della Delta: “La variante Delta è già di per se parecchio pericolosa, ha un indice di trasmissibilità molto vicino a quello della varicella, la cosa peggiore è che questa variante possa sviluppare altre sotto-varianti resistenti al vaccino: chiaramente meno contatti e più vaccini si fanno, e più scongiuriamo questa possibilità”.



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