Crisanti “Io una Cassandra? Mai fatto errori”/ “Meno morti se mi avessero ascoltato”

- Silvana Palazzo

Andrea Crisanti si difende: “Io una Cassandra? Non ho mai fatto errori. E se mi avessero ascoltato, avremmo avuto meno morti”. Poi sulla mortalità: “Siamo i peggiori al mondo”

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Andrea Crisanti a La7

«La prudenza è normale per ogni medico». Così Andrea Crisanti si difende dalla definizione di Cassandra. Lo fa al Corriere della Sera, smentendo di essere un profeta di sventura, un catastrofista irriducibile. «Dicevo solo che era intempestivo aprire allora», dice il microbiologo dell’Università di Padova quando gli viene ricordato che ad aprile parlò di un’ondata che sarebbe arrivata a fine maggio. Anzi, rilancia: «Dal 26 maggio a oggi ci sono state 7 mila vittime. Se mi avessero ascoltato ce ne sarebbe state molte meno». Per Crisanti non stiamo vincendo la battaglia contro la pandemia Covid, nonostante la campagna vaccinale proceda spedita. «No, restiamo un Paese molto vulnerabile. In Germania i contagi aumentano, perché si fanno tamponi e tracciamento. Qui o se ne fanno pochi o troppi antigenici e pochi molecolari. Non ne ho idea». Crisanti smentisce anche di aver consigliato il vaccino di AstraZeneca anche alle donne giovani. «Sono sempre stato coerente su tutto». Per Crisanti non solo non ha sbagliato, ma non ha mai cambiato idea: «Non sono una banduerola».

CRISANTI “AVREMO PIÙ MORTI DI TUTTA EUROPA”

Andrea Crisanti non ne vuole sapere di sentir parlare di contraddizioni da parte sua. «Quali errori? Me ne dica uno. Anzi, se mi avessero dato retta a febbraio, Lombardia e Veneto non avrebbero fatto quella fine», dichiara imperterrito al Corriere della Sera. Aveva detto che gli Open Day AstraZeneca non andavano fatti senza ok del Comitato tecnico scientifico, poi il governatore ligure Giovanni Toti lo ha smentito, ma lui si smarca: «E allora è stato un errore del Comitato tecnico scientifico. Se gli Open day sono stati fatti per smaltire AstraZeneca è gravissimo. Comunque è tutta una comunicazione del cavolo». L’errore, per Crisanti, è stato affermare «che quello che decidevano Ema e Aifa era scolpito nel bronzo. Ora la gente è terrorizzata». Riguardo gli attacchi che arrivano dalla Lega dopo la rottura con il governatore veneto Luca Zaia: «Questo è provincialismo. C’è una guerra per bande. Che mi frega a me di Zaia. Casomai è lui che, sospettando che fossi di sinistra, mi ha fatto fuori. La destra ha sbagliato tutto lo sbagliabile. Vogliono passare da liberatori, quando sono stati solo imprudenti». Quindi, conclude con una previsione drammatica: «L’Italia si avvia ad avere più morti di tutta Europa e la mortalità più alta per 100 mila abitanti. Anzi, sulla mortalità siamo i peggiori nel mondo».



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