Crisanti “Lockdown? Servirebbe ma nessuno ci crede”/ “Gente stufa, non la stressiamo”

- Davide Giancristofaro Alberti

Secondo Andrea Crisanti, microbiologo dell’ateneo padovano, un lockdown nazionale non porterebbe agli obiettivi sperati in quanto la gente è stufa

Andrea Crisanti
Andrea Crisanti (da Facebook)

A partire dal prossimo 15 marzo potrebbe entrare in vigore un nuovo Dpcm per un’ulteriore stretta alla luce dei numerosi contagi emersi in queste ultime due settimane. Da più parti si parla di una sorta di un nuovo lockdown nazionale, tutta Italia in zona rossa, e un’ipotesi che il noto microbiologo nonché professore dell’università di Padova, Andrea Crisanti, ha commentato così: “Un lockdown nazionale per poter affrontare la vaccinazione di massa? – le sue parole ai microfoni dell’agenzia Adnkronos – penso la gente sia stufa, non ci crede più. A questo punto facciamo senza. Altrimenti si stressa la popolazione e li teniamo in casa per 3 settimane senza ottenere nulla”.

Crisanti, che è stato uno dei primi a profetizzare la terza ondata alla fine del mese di febbraio, ha spiegato la sua idea per far tornare l’Italia a vedere la luce in fondo al tunnel: ““Per fare uscire il Paese da questa crisi – spiega il direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia dell’ateneo cittadino – serve un progetto con più gambe”.

CRISANTI: “I TRE PUNTI PER FAR SVOLTARE L’ITALIA”

E a riguardo bisognerà spingere l’acceleratore in merito alla campagna vaccinale, con i vaccini anti-covid che devono essere somministrati ad un ritmo ben più elevato rispetto ai numeri attuali: “Va senz’altro aumentata la capacità di distribuire vaccini e ci penserà il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, ma non se ne esce se mancano due o tre punti fondamentali a questo progetto”. Ed ecco quali sono, secondo Crisanti: “Uno è sicuramente avere un progetto nazionale di sequenziamento delle varianti, la seconda è creare finalmente una rete di laboratori in grado di fare una grande quantità di tamponi”. Infine il terzo punto, il già sopracitato lockdown nazionale: “Anche il lockdown – conclude Crisanti – sarebbe una delle gambe su cui far camminare la strategia” anti-Covid, “ma siamo in un momento in cui la popolazione non ci crede più”.



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