Crisanti “Ritardi Pfizer? No allarmismi”/ “Prima dose protegge al 30%, 2a è basilare”

- Davide Giancristofaro Alberti

Per Crisanti non bisogna creare allarmismi a seguito del ritardo di Pfizer; più preoccupato invece per le varianti del vocid: “Serve un elenco e una sorveglianza”

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Andrea Crisanti (Storie italiane)

Andrea Crisanti, professore e direttore di microbiologia e virologia all’Università di Padova, non è allarmato dai ritardi di Pfzier nella consegna dei vaccini: “È normale – rassicura lo stesso parlando stamane ai microfoni di SkyTg24.it – l’azienda ha ricevuto un numero enorme di richieste e i loro laboratori hanno avuto dei problemi nella produzione, ma non bisogna creare allarmismi, perché tutti hanno chiesto più dosi quindi serve una fase di adattamento ma all’inizio del prossimo mese la situazione dovrebbe migliorare”.

Crisanti invece appare ben più preoccupato dalle numerosi varianti del covid che si stanno diffondendo in queste ultime settimane, a cominciare da quella inglese, passando dalla sudafricana e arrivando fino alla brasiliana. “Bisogna avere un elenco – dice a riguardo il professore di Padova – una sorveglianza delle varianti Covid, è prioritario per vigilare che non siano introdotte nel nostro territorio e perché potrebbero rendere inefficaci i vaccini”. E ancora: “Rispetto alla variante inglese, per assicurare la protezione della popolazione servirebbe la vaccinazione almeno del 75-80% dei cittadini”.

CRISANTI: “VACCINI IN BASE AL PIL? ANOMALIA INCONCEPIBILE”

La cosa certa è che sembra fondamentale che la popolazione ottenga nei tempi prestabiliti la seconda dose di vaccino, tenendo conto dei dati, per certi versi preoccupanti, giunti nelle scorse ore da Israele: “I dati di Israele non sono confortanti – ha spiegato Andrea Crisanti al canale tv all news free di Sky – la prima dose protegge al 30%, quindi importante completare la dose nei tempi stabiliti”. Infine si è tornati sulla polemica del neo assessore al welfare della regione Lombardia, Letizia Moratti, che avrebbe (il condizionale è d’obbligo), collegato il vaccino ai pil delle regioni: “È un’anomalia inconcepibile – replica il professore senza troppi giri di parole – sarebbe un precedente pericolosissimo. Una decisione basata su conoscenze scientifiche non può essere superata da un discorso economico”. Ricordiamo che la Moratti ha smentito più volte di aver associato il pil al vaccino.

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